Maltempo USA, tempesta in California: piogge eccezionali e allagamenti diffusi, rischio idrogeologico dopo gli incendi

Le aree più colpite sono state Pacific Palisades e Mandeville Canyon, dove un vasto incendio a gennaio aveva distrutto oltre 17mila edifici

Una tempesta ha colpito il Sud della California, scaricando in poche ore diversi centimetri di pioggia su un territorio martoriato dagli incendi estivi. Il violento sistema meteorologico ha provocato allagamenti diffusi, frane, incidenti stradali e costretto all’evacuazione di oltre un centinaio di abitazioni nelle zone più vulnerabili ai flussi di fango. Secondo il National Weather Service (NWS) di Los Angeles, la tempesta ha riversato circa 3,8 cm di pioggia sulla maggior parte della regione, con picchi di oltre 12,7 cm registrati nelle montagne di San Gabriel, a Nord/Est della metropoli. Le autorità meteo avevano emesso allerte per possibili alluvioni lampo in diversi distretti, in particolare dove gli incendi dei mesi scorsi avevano spogliato i versanti montuosi della loro copertura vegetale.

Il risultato è stato un terreno incapace di assorbire l’acqua. Come ha spiegato David Roth, meteorologo del Weather Prediction Center di College Park (Maryland), “dopo un incendio grave, il suolo diventa simile a una superficie oleosa e impermeabile, quasi come asfalto. Ci vogliono anni perché torni ad assorbire l’acqua in modo naturale. Il primo anno è sempre il più pericoloso”.

Evacuazioni e salvataggi a Los Angeles

Le aree più colpite sono state Pacific Palisades e Mandeville Canyon, dove un vasto incendio a gennaio aveva distrutto oltre 17mila edifici e causato più di 30 vittime. Circa 115 abitazioni sono state evacuate preventivamente martedì mattina per il rischio di colate di fango. Entro la serata, tuttavia, le autorità hanno potuto revocare l’ordine di evacuazione.

I vigili del fuoco di Los Angeles sono intervenuti in più occasioni: due persone e due cani sono stati tratti in salvo dalle acque gonfie del fiume Los Angeles. Un uomo di 45 anni è stato ricoverato per ipotermia, mentre una donna di 30 ha rifiutato il trasporto in ospedale.

Nel frattempo, oltre 21mila utenze elettriche tra California meridionale e centrale sono rimaste senza corrente, secondo i dati di PowerOutage.us.

Fango, detriti e strade sommerse

Il timore delle autorità è che si ripetano episodi come quelli di febbraio scorso, quando un’altra tempesta aveva generato colate di fango e detriti in quartieri devastati dagli incendi. A Sierra Madre, nei pressi dell’area dell’Eaton Fire, massi e acqua hanno travolto automobili e danneggiato garage e abitazioni. Anche la Pacific Coast Highway, nei pressi di Pacific Palisades, è stata nuovamente invasa da un metro di fango, mentre un veicolo dei vigili del fuoco è stato trascinato in mare da una corrente di detriti.

L’allerta per questo tipo di fenomeni è massima sin dal 2018, quando le colate di fango a Montecito (contea di Santa Barbara) causarono decine di vittime dopo un temporale che seguì gli incendi montani.

Pioggia “benvenuta”, ma insufficiente a spegnere la siccità

Nonostante i disagi, alcuni climatologi hanno accolto la pioggia con cauto ottimismo. “È una pioggia benvenuta”, ha dichiarato Curtis Riganti, climatologo del National Drought Mitigation Center. “Ma quanto aiuti… è troppo presto per dirlo”. La California meridionale, infatti, continua a trovarsi in condizioni di siccità moderata o severa, secondo l’ultimo bollettino del U.S. Drought Monitor.

Fenomeni estremi anche nel resto degli Stati Uniti

Il maltempo non ha risparmiato il resto del Paese. Nelle montagne della Sierra Nevada, la tempesta ha portato nevicate fino a un metro di spessore sul comprensorio sciistico di Mammoth Mountain. In Colorado, circa 100 residenti di Pagosa Springs sono stati costretti a lasciare le proprie case a causa dell’esondazione del fiume San Juan, gonfiato dalle piogge residue della tempesta tropicale Raymond.

In Arizona, a Tempe, una cella temporalesca di tipo “microburst” ha scaricato in 10 minuti oltre 1,3 cm di pioggia, sradicando alberi e danneggiando edifici. In Alaska, invece, l’ex tifone Halong ha generato venti di forza uragano, mareggiate e inondazioni che hanno distrutto abitazioni e provocato almeno una vittima e 2 dispersi.