Il consueto appuntamento con la fine dell’Ora Legale è alle porte. Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre 2025, le lancette degli orologi faranno un passo indietro, tornando all’Ora Solare. Questo significa che alle 3 del mattino si dovrà spostare l’orario alle 2, concedendo a tutti un’ora di sonno in più. Se il beneficio immediato è un leggero recupero di riposo, l’effetto duraturo è l’accorciamento percepito delle giornate: l’alba sarà anticipata, ma il sole tramonterà prima, riportando il buio nel tardo pomeriggio e riaccendendo il dibattito sulla reale utilità di questo meccanismo, a oltre un secolo dalla sua introduzione.
Dalle trincee al risparmio energetico
L’alternanza tra Ora Solare (l’orario “naturale” del fuso orario di riferimento) e Ora Legale (l’orario avanzato di un’ora) è nata come misura di emergenza e razionalizzazione delle risorse. L’idea moderna si attribuisce a Benjamin Franklin nel XVIII secolo, ma l’applicazione pratica, su vasta scala, arrivò solo durante il primo conflitto mondiale. La Germania fu il primo Paese ad adottare l’Ora Legale nel 1916, seguita rapidamente da molti altri, inclusa l’Italia, a partire dal 3 giugno 1916. Lo scopo era chiaramente strategico: sfruttare al meglio la luce solare nei mesi più caldi per ridurre il consumo di carbone e di energia elettrica, risorse vitali per lo sforzo bellico.
In Italia, dopo la Prima Guerra Mondiale, l’uso dell’Ora Legale fu discontinuo e legato ad altre crisi, come quella energetica, fino a quando non venne stabilizzata definitivamente nel 1966.
Il bilancio economico
Nonostante i consumi energetici siano cambiati radicalmente rispetto al 1916, l’Ora Legale continua a generare un significativo risparmio in bolletta. Dal 2004 al 2024, secondo l’analisi di Terna, il minor consumo di energia elettrica per l’Italia dovuto all’ora legale è stato complessivamente di oltre 11,7 miliardi di kWh e ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di circa 2,2 miliardi di euro. Questi benefici sono ancora oggi la principale motivazione che spinge l’Italia e altri Paesi del Sud Europa a mantenere il doppio orario.
Gli effetti sul corpo
Il passaggio all’Ora Solare è generalmente considerato meno impattante sulla salute rispetto all’Ora Legale (che ci toglie un’ora di sonno). Tuttavia, ogni cambio orario rappresenta un piccolo shock per il nostro ritmo circadiano, l’orologio biologico interno che regola sonno, veglia, temperatura corporea e ormoni.
Con il ritorno all’Ora Solare, l’anticipo del buio serale è il fattore che più influisce. In alcuni soggetti, la ridotta esposizione alla luce nel tardo pomeriggio può favorire:
- Disturbi dell’umore: Si registra un potenziale aumento dei casi di irritabilità, ansia e, nei soggetti predisposti, di malumore stagionale (o sindrome affettiva stagionale);
- Affaticamento e sonnolenza diurna: Il corpo necessita di un periodo di adattamento di circa 3-7 giorni per risincronizzare la produzione di melatonina, l’ormone del sonno, e ritrovare il pieno equilibrio.
L’abolizione europea: un dibattito in stallo
La questione dell’abolizione del cambio d’ora è stata al centro del dibattito politico europeo negli ultimi anni. A seguito di una consultazione pubblica del 2018 che vide l’84% dei partecipanti favorevole all’eliminazione, il Parlamento Europeo ha votato nel 2019 a favore dell’abolizione, con l’intenzione di dismettere la pratica entro il 2021.
Il processo si è però arenato per la mancanza di un accordo unanime in seno al Consiglio Europeo (che riunisce i governi nazionali). La principale preoccupazione era che, lasciando a ogni Stato la scelta tra Ora Solare permanente o Legale permanente, si potesse creare un mosaico di fusi orari frammentati all’interno dell’Unione, complicando trasporti, commercio e comunicazioni.
Ad oggi, lo stallo permane, e l’Europa continua ad adottare il cambio orario semestrale. L’Italia, forte dei comprovati benefici energetici, non ha mostrato particolare interesse ad abbandonare l’Ora Legale.
In attesa di una decisione definitiva, il consiglio degli esperti resta quello di non stravolgere i propri ritmi nei prossimi giorni: sfruttare la luce del mattino e mantenere una routine serale rilassata sono i migliori alleati per superare senza traumi il ritorno all’Ora Solare.


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