Perché non possiamo rinunciare all’ora solare

Domenica torna l'ora solare, e come ogni anno dilagano le polemiche. Ma chi vorrebbe rimanere sempre all'ora legale non sa fare bene i conti: significherebbe avere buio pesto fino alle 9 del mattino, con un enorme aumento dei consumi (e quindi dei costi) di energia

Domenica torna l’ora solare: le lancette degli orologi torneranno indietro dalle 03:00 alle 02:00, e questo significa che potremo dormire un’ora in più o meglio, per chi non vuole approfittarne per dormire di più, avremo una giornata di 25 ore con più tempo a disposizione per fare ciò che ci piace. L’aspetto che molti considerano negativo di questo cambiamento, è la riduzione del tempo luminoso nelle ore pomeridiane: il sole, infatti, tramonterà un’ora prima e da un giorno all’altro farà buio a metà pomeriggio, un po’ in tutt’Italia tra le 16:50 e le 17:25.

Per questo motivo, in tanti si lamentano dell’ora solare e protestano: vorrebbero rimanere tutto l’anno con l’ora legale, inseguendo l’illusione che ci sia più luce e luminosità. Cavalcando questa visione, totalmente miope e ignorante, molti politici ogni anno cercano di raccogliere un po’ di consenso inventando improbabili mozioni o proposte di legge volte ad abolire l’ora solare: in queste ore lo ha annunciato persino il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez.

La realtà, però, è molto diversa. Ed è una sola: è impossibile rinunciare all’ora solare.

Per spiegarne le ragioni, abbiamo preparato una tabella che mostra l’orario di alba e tramonto in varie città italiane di sabato 25 ottobre, l’ultimo giorno con l’ora legale; domenica 26 ottobre, il primo giorno con l’ora solare, e domenica 21 dicembre, il giorno del solstizio d’inverno, quando ovviamente ci sarà l’ora solare. Guardate questi orari e immaginate cosa succederebbe se domenica non cambiasse l’ora: all’orario dell’alba del 21 dicembre dovreste aggiungere un’ora.

ora solare ora legale 2025 orari città italiaAppare chiaro anche ai bambini dell’asilo nido, che senza il cambiamento dall’ora legale all’ora solare, nel prosieguo della stagione invernale e soprattutto nei mesi più bui dell’anno (novembre-dicembre-gennaio), in molte città italiane sarebbe ancora buio pesto alle 9 del mattino. L’ora di luce in più recuperata il pomeriggio, non servirebbe affatto per compensare il buio mattutino, quando si verifica il boom dei consumi energetici per il risveglio delle persone e le prime ore delle giornate dei cittadini, dentro e fuori casa.

Mantenere l’ora legale sarebbe un suicidio sociale: i consumi energetici aumenterebbero in modo esorbitante, facendo schizzare verso l’alto anche il costo delle bollette. Anche perchè al mattino fa più freddo, e le temperature sarebbero molto rigide in un orario diurno!

Perché dovremo continuare a spostare le lancette dell’orologio due volte l’anno

Due volte all’anno spostiamo le lancette dell’orologio: un’ora avanti in primavera, un’ora indietro in autunno. È un’abitudine che spesso ci sembra fastidiosa, ma in realtà ha delle motivazioni precise, legate al modo in cui si alternano le stagioni e alla quantità di luce che riceviamo durante la giornata.

L’idea di introdurre l’ora legale (e già questo sottintende che l’ora naturale e tradizionale è quella solare!) è nata per sfruttare meglio la luce del sole nei mesi estivi. In quel periodo, infatti, il sole sorge molto presto e tramonta tardi. Spostando l’orologio un’ora avanti, si “sposta” anche la giornata di un’ora: così si ha più luce alla sera, quando le persone sono ancora attive, e si risparmia un po’ di energia elettrica perché si accendono le luci più tardi. Il problema del mattino non si pone, perchè c’è comunque talmente tanta luce che l’alba è comunque molto presto.

Con l’arrivo dell’autunno, però, le giornate si accorciano e il sole comincia a sorgere sempre più tardi. Già sabato, come si vede dalla tabella sopra, saremo tra le 07:10 e le 08:00 nelle varie zone d’Italia. Se mantenessimo l’ora legale anche d’inverno, ci ritroveremmo a uscire di casa al buio e la mattina la luce arriverebbe troppo tardi, anche dopo le nove in alcune zone. Per questo motivo, in autunno si torna all’ora solare, che è quella “naturale”, più in linea con il ritmo del sole.

Molti si chiedono: perché non tenere sempre lo stesso orario, evitando di cambiare due volte l’anno? In teoria sarebbe possibile, e infatti l’Unione Europea ha discusso più volte se abolire il cambio d’ora. Tuttavia, non tutti i paesi avrebbero gli stessi vantaggi: per esempio, nei paesi del Nord Europa, dove in inverno il sole è già scarso, mantenere l’ora legale tutto l’anno renderebbe le mattine ancora più buie. Inoltre, il nostro corpo segue un ritmo naturale basato sulla luce del giorno, e un orario “artificiale” per tutto l’anno potrebbe creare disturbi al sonno e alla concentrazione, specialmente nei mesi con meno luce.

In sostanza, cambiare l’ora due volte all’anno è un compromesso irrinunciabile: d’estate si cerca di sfruttare meglio la luce della sera, d’inverno è preferibile averla al mattino. Finché non si troverà un accordo comune su un orario fisso che vada bene per tutti, questo sistema rimane il modo più pratico per adattarci al ciclo naturale delle stagioni e della luce solare.

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