Post-COVID: il progetto EPSILON alla ricerca di diagnosi più precise e terapie mirate

Oltre 200 disturbi diversi colpiscono milioni di persone in tutto il mondo. Un progetto europeo lavora su strumenti diagnostici multimodali per terapie mirate

L’infezione da SARS-CoV-2 può essere superata, ma per molti pazienti i sintomi non scompaiono. A distanza di oltre tre mesi dalla guarigione, milioni di persone in tutto il mondo continuano a soffrire di quello che viene ormai definito “condizione Post-COVID”. Oltre 200 manifestazioni cliniche sono state individuate: dal cuore ai polmoni, dai reni al sistema digerente, dal metabolismo al cervello, passando per muscoli e sistema sensoriale. I sintomi più frequenti includono dolori muscolari e toracici, affanno, tosse persistente, disturbi della memoria, difficoltà di concentrazione, alterazioni di sonno, gusto e olfatto, tachicardia. Non meno rilevanti sono i deficit cognitivi e le condizioni di esaurimento cronico, simili a sindromi da affaticamento persistente. Questi problemi hanno un impatto non solo individuale, ma anche economico e sociale, riducendo la qualità della vita e la produttività lavorativa.

Il progetto EPSILON: diagnosi più accurate per terapie più mirate

Di fronte a una sintomatologia così eterogenea, la sfida principale è riconoscere e distinguere il Post-COVID da altre patologie, come depressione o burnout. A questo obiettivo lavora il progetto europeo EPSILON, coordinato dal Fraunhofer Heinrich-Hertz-Institut (HHI).

Il gruppo di ricerca punta a sviluppare criteri oggettivi e misurabili per distinguere i due sintomi più comuni e invalidanti:

  • i deficit cognitivi, come vuoti di memoria o difficoltà di concentrazione,
  • la fatica cronica, caratterizzata da stanchezza persistente e mancanza di energia.

Per farlo, i ricercatori stanno creando un set di strumenti diagnostici multimodali che raccolgono dati sullo stato cognitivo, vegetativo e comportamentale dei pazienti.

Dalla realtà virtuale ai sensori indossabili

I pazienti coinvolti nel progetto vengono sottoposti a screening preliminari nelle cliniche Post-COVID, integrati da test innovativi nei centri medici partner.

Gli strumenti utilizzati includono:

  • app di realtà virtuale (VR) per test cognitivi e di memoria spaziale,
  • smartwatch e sensori indossabili per monitorare parametri vitali e qualità del sonno,
  • test psicologici digitalizzati per valutare l’impatto mentale e comportamentale dei sintomi.

Le tecnologie VR, ad esempio, analizzano movimenti oculari, gesti e postura, aiutando a determinare il livello di sforzo fisico o cognitivo richiesto al paziente.

Un data space interattivo basato su IA

Tutti i dati raccolti confluiscono nella piattaforma web EPSILON, un ambiente interattivo in cui gli algoritmi di intelligenza artificiale elaborano e visualizzano i risultati in tempo reale.

Gli obiettivi principali sono:

  • caratterizzare i diversi sottotipi di Post-COVID,
  • fornire strumenti di supporto ai medici,
  • offrire ai pazienti un dashboard personalizzato con i risultati delle proprie analisi.

Questa innovazione mira a ridurre il carico sulle cliniche Post-COVID e a generare nuove conoscenze scientifiche utili non solo per il COVID, ma anche per altre patologie.

Uno sguardo al futuro

Attualmente il progetto EPSILON si trova ancora nella fase di raccolta dati, ma le prospettive sono ambiziose. I ricercatori intendono estendere l’uso della piattaforma anche ad altre malattie: un esempio è il progetto TeMoRett, dedicato allo sviluppo di programmi di esercizio per bambini affetti da sindrome di Rett, una rara malattia genetica.

Come afferma Paul Chojecki, coordinatore del progetto: “i pazienti con sintomi Post-COVID si sentono malati, ma spesso non trovano una definizione precisa per ciò che provano. Con i dati raccolti e gli strumenti che stiamo sviluppando, vogliamo offrire una valutazione rapida, semplice e utile per indirizzare le cure in modo mirato”.