Previsioni Meteo, anche il Neso lancia l’allarme per l’inverno: “sarà freddissimo e servirà molta energia, rischiamo la Dunkelflaute con enormi blackout”

Previsioni Meteo, anche le autorità britanniche del Neso (National Energy System Operator) sono preoccupate in vista dell'inverno: si aspettano molto freddo e una grave carenza idrica, con alto rischio di estesi e prolungati blackout

L’inverno del 2025 si preannuncia come una delle sfide più difficili per il sistema energetico del Regno Unito, con le autorità che avvertono della possibilità di un inverno particolarmente rigido e di una crisi energetica che potrebbe compromettere il normale approvvigionamento di elettricità e gas. Secondo le ultime previsioni del National Energy System Operator (Neso), il Paese potrebbe affrontare carenze di energia nei mesi più freddi, con il rischio concreto di blackout se le condizioni meteorologiche e climatiche dovessero peggiorare.

Questa previsione, segue quella già lanciata la scorsa settimana dagli esperti italiani del settore: il legame tra scorte di materie prime energetiche e previsioni meteo a lungo termine è fondamentale per le autorità, e non è un caso se dall’Italia al Regno Unito tutti parlano di un inverno molto freddo in arrivo!

Un inverno gelido: la minaccia di “Dunkelflaute” e l’aumento delle importazioni energetiche

L’aspetto più preoccupante per gli esperti riguarda l’intensificazione del freddo previsto per l’inverno, che potrebbe coincidere con una riduzione significativa della produzione di energia eolica. Questo fenomeno, noto come dunkelflaute – un periodo di calo drastico dei venti durante le ondate di freddo – potrebbe mettere a dura prova la capacità del Regno Unito di soddisfare la domanda energetica, proprio quando il consumo di energia aumenta a causa del riscaldamento domestico. La situazione si aggrava ulteriormente con la previsione di un inverno particolarmente rigido, con temperature che potrebbero scendere sotto la media stagionale già a partire da dicembre, peggiorando le condizioni di approvvigionamento.

Un sistema a rischio: la capacità di riserva limita e il ruolo cruciale degli interconnectori

Secondo le previsioni di Neso, la capacità residua del sistema elettrico britannico durante i periodi più freddi sarà ridotta a circa il 10% della domanda, ovvero circa 6,1 gigawatt, con il picco di richiesta che si verificherà tra dicembre e gennaio. In quei giorni più freddi e senza vento, il Regno Unito potrebbe essere costretto a importare una quantità senza precedenti di elettricità dai Paesi limitrofi. Le interconnessioni, ovvero le linee ad alta tensione che collegano il Regno Unito alla Francia, all’Irlanda e ad altri Paesi, diventeranno fondamentali per evitare il collasso della rete. Tuttavia, la dipendenza da queste importazioni potrebbe rivelarsi rischiosa, soprattutto considerando che la Norvegia, una delle principali fonti di energia idroelettrica per il Regno Unito, sta affrontando una scarsità di risorse idriche nei suoi serbatoi.

Le previsioni: un Aumento delle importazioni e un calo della capacità eolica

Il rischio maggiore per l’energia elettrica proviene dalla combinazione di freddo estremo e una produzione insufficiente di energia rinnovabile, in particolare quella eolica. Quando il vento cala durante i periodi più rigidi, la produzione di energia da fonti rinnovabili diminuisce drasticamente, e senza una capacità di riserva adeguata, il Paese potrebbe trovarsi in difficoltà. Il report di Neso suggerisce che quest’anno l’energia importata rappresenterà circa 6,9 gigawatt, un incremento di 300 megawatt rispetto allo scorso anno, grazie all’attivazione dell’interconnettore Greenlink con l’Irlanda. Tuttavia, la preoccupazione principale rimane il rischio di blackout che potrebbe colpire in modo particolare le aree più remote o le città con una domanda di energia particolarmente elevata.

Gas e riscaldamento: la dipendenza dalla Norvegia e dalle importazioni di LNG

Oltre ai problemi legati all’elettricità, il Regno Unito affronta una crescente dipendenza dalle importazioni di gas per il riscaldamento domestico. A causa del calo delle forniture di gas dal Mare del Nord, il Paese è sempre più dipendente dalle pipeline provenienti dalla Norvegia e dalle spedizioni di gas naturale liquefatto (GNL) provenienti da Paesi stranieri. Tuttavia, anche in questo settore le prospettive sono incerte. La National Gas ha previsto che le forniture di gas saranno “sicure” durante l’inverno, ma la riserva di capacità è diminuita di circa un terzo, e i margini di sicurezza sono ora più sottili che mai.

La resilienza della rete: l’incertezza sulle riserve di emergenza

Il Neso ha dichiarato che, nonostante le difficoltà, la rete elettrica dovrebbe essere in grado di far fronte alle sfide grazie a un sistema di riserva che prevede l’impiego di centrali a gas, batterie e una gestione efficiente della capacità importata. Tuttavia, gli esperti indipendenti, come Kathryn Porter, avvertono che la rete potrebbe trovarsi vulnerabile, soprattutto se il dunkelflaute dovesse colpire l’intero Nord Europa. “Se si dovesse verificare una condizione di freddo intenso su tutta l’Europa settentrionale, la situazione potrebbe diventare insostenibile”, ha dichiarato la Porter, sottolineando i rischi legati all’affidamento sulle importazioni di energia e sulle interconnessioni con altri Paesi.

Il rischio di blackout e la necessità di prepararsi

In sintesi, l’inverno 2025 si presenta come una stagione ad alto rischio per il Regno Unito. Le previsioni meteo indicano freddo intenso e un possibile crollo della produzione di energia eolica, mentre la dipendenza crescente dalle importazioni di energia rende il Paese vulnerabile a interruzioni di forniture. Gli operatori della rete hanno già avvertito che la capacità residua del sistema sarà limitata e che il ricorso a riserve di emergenza potrebbe non essere sufficiente a garantire la continuità dell’approvvigionamento.

In questo scenario, le autorità britanniche dovranno adottare misure straordinarie per far fronte a una crisi energetica che potrebbe coinvolgere milioni di persone. Non resta che attendere, ma una cosa è certa: l’inverno che ci aspetta non sarà solo freddo, ma anche incerto, con la possibilità di mettere a dura prova le capacità del sistema energetico del Regno Unito.