Tempeste gemelle e oceani in fermento: Jerry, Priscilla, Raymond e Karen agitano Atlantico e Pacifico in una stagione segnata dal ritorno de La Niña

Un quadro meteorologico complesso tra l’Atlantico e il Pacifico: 5 sistemi tropicali attivi, maree eccezionali sulla costa sudorientale degli Stati Uniti e gli effetti globali del ritorno de La Niña

Il mese di ottobre 2025 si sta rivelando particolarmente intenso sul fronte meteorologico tropicale. Nelle ultime ore, il Centro Nazionale Uragani (NHC) statunitense ha segnalato la presenza simultanea di ben 5 sistemi attivi tra Atlantico e Pacifico: le tempeste tropicali Jerry, Priscilla e Raymond, la subtropicale Karen e il post-tropicale Octave. Questa concentrazione di sistemi non è comune a stagione ormai avanzata e riflette l’instabilità atmosferica globale alimentata dal ritorno de La Niña, il fenomeno oceanico opposto a El Niño che tende a raffreddare le acque del Pacifico equatoriale e ad alterare i regimi dei venti a livello planetario.

Atlantico: la minaccia di Jerry e la nascita di Karen

Nel bacino atlantico, la Tempesta Tropicale Jerry è la principale protagonista. Nella giornata di ieri, Jerry si trovava a circa 160 km a Est delle isole Sopravento Settentrionali, muovendosi verso Nord/Ovest a 28 km/h con venti sostenuti di 95 km/h. Le previsioni indicano un possibile rafforzamento fino a categoria di uragano entro sabato.

Jerry

Sono in vigore avvisi per tempesta tropicale per Guadalupa, St. Martin, St. Barthelemy, Barbuda e Anguilla, mentre altre isole, tra cui Antigua, St. Kitts e Nevis, restano sotto osservazione. Le autorità francesi di Guadalupa hanno già avvertito la popolazione sul rischio di interruzioni elettriche, aggravate da problemi di generazione elettrica registrati nei giorni scorsi.

Nel frattempo, più a Nord, si è formata la Tempesta subtropicale Karen, situata a circa 880 km a Nord-Nord/Ovest delle Azzorre. Sebbene non minacci direttamente la terraferma, Karen offre un interessante contrasto dinamico con Jerry: essendo subtropicale, presenta un’ampia fascia di venti forti lontana dal centro, ma precipitazioni meno intense, tipiche di sistemi ibridi tra cicloni tropicali e depressioni extratropicali.

Karen

Pacifico: Raymond e Priscilla, doppia minaccia per il Messico

Sull’altro lato del continente americano, il Pacifico orientale è animato da 2 sistemi tropicali in evoluzione. La Tempesta Tropicale Raymond, localizzata a circa 155 km a Sud-Sud/Est di Zihuatanejo, sulla costa sudoccidentale del Messico, presenta venti massimi di 75 km/h e si muove verso Ovest-Nord/Ovest a 24 km/h. È previsto un temporaneo rafforzamento entro oggi, prima di un progressivo indebolimento durante il fine settimana. Un’allerta per tempesta tropicale è in vigore da Zihuatanejo a Cabo Corrientes.

Più a Nord/Ovest, Priscilla si trova a circa 275 km da Cabo San Lázaro, muovendosi lentamente verso Nord-Nord/Ovest. Dopo aver quasi raggiunto lo status di uragano maggiore all’inizio della settimana, Priscilla si è indebolita, ma resta pericolosa per il rischio di alluvioni lampo e piogge torrenziali. Le sue spire umide dovrebbero estendersi fino agli Stati Uniti sudoccidentali, dove sono stati emessi avvisi di inondazione per zone di Arizona, California e Nevada.

raymond priscilla

Oceano in fermento e maree eccezionali

Sulla costa sudorientale degli Stati Uniti, un’altra situazione meteorologica complessa sta preoccupando i meteorologi. Una tempesta senza nome, combinata con le cosiddette King Tides – maree eccezionalmente alte dovute alla particolare vicinanza della Luna alla Terra – sta causando inondazioni costiere in diverse località, tra cui Charleston (South Carolina) e le Outer Banks della Carolina del Nord.

A Charleston, il picco previsto di 2,6 metri rappresenta la 13ª marea più alta registrata in oltre un secolo di osservazioni. Strade allagate e infrastrutture sotto pressione hanno spinto le autorità a offrire parcheggi gratuiti in strutture sopraelevate, mentre la Highway N.C. 12, vitale per le isole di Hatteras e Ocracoke, rischia nuove chiusure a causa dell’erosione e del fenomeno di “ocean overwash”.

Dal 2020, 21 abitazioni sono crollate lungo la costa a causa della combinazione di tempeste, maree e innalzamento del livello del mare, 10 delle quali soltanto nell’ultimo mese, a seguito del passaggio lontano ma impattante degli uragani Humberto e Imelda.

Il ritorno de La Niña e le prospettive globali

Con circa 7 settimane rimanenti alla stagione degli uragani 2025, la recente conferma del ritorno del fenomeno La Niña potrebbe avere implicazioni meteorologiche a lungo termine.

Sebbene il suo effetto sull’attuale stagione atlantica possa essere limitato – data la tempistica avanzata – gli esperti NHC avvertono che La Niña potrebbe influenzare profondamente il meteo mondiale nei prossimi mesi, potenziando i cicloni tropicali nel Pacifico, ma anche alterando i regimi di precipitazione a livello globale, con rischi alternati di piogge estreme e siccità in diverse regioni del pianeta.