Secondo le ultime previsioni degli esperti di meteorologia spaziale, 4 espulsioni di massa coronale (CME) stanno viaggiando verso la Terra e sono destinate a colpirci tra il 15 e il 17 ottobre. Queste eruzioni solari, scaturite da una regione particolarmente attiva della superficie del Sole, potrebbero innescare tempeste geomagnetiche in grado di illuminare le notti con aurore boreali visibili non solo nelle regioni polari, ma anche a latitudini più basse del solito. Ogni CME è una gigantesca nube di plasma magnetizzato che si stacca dalla corona solare e si espande nello Spazio a velocità di centinaia di km al secondo. Quando queste nubi impattano contro la magnetosfera terrestre, l’interazione tra i campi magnetici solari e terrestri può scatenare disturbi geomagnetici capaci di influenzare i sistemi tecnologici e, soprattutto, di trasformare il cielo notturno in un palcoscenico di luci danzanti.
Una sequenza ravvicinata di più CME può amplificare gli effetti complessivi sul campo magnetico terrestre, rendendo l’evento particolarmente imprevedibile. Mentre il rischio per infrastrutture e satelliti è considerato minimo, cresce l’attesa tra astrofili e fotografi: le prossime notti potrebbero regalare uno degli spettacoli naturali più intensi e suggestivi dell’anno.
Un “treno di CME“ in arrivo dalla macchia solare AR4246
Le 4 CME si sono originate tra l’11 e il 13 ottobre dalla regione attiva AR4246, un gruppo di macchie solari particolarmente vasto e magneticamente complesso. Questa area attica ha già prodotto diversi brillamenti di classe M – tra cui un flare M2.7 il 13 ottobre – accompagnati da imponenti getti di plasma che ora stanno viaggiando nello Spazio a velocità di milioni di km l’ora.
L’astrofisica Tamitha Skov ha spiegato che il primo dei 4 eventi dovrebbe generare solo una “lieve perturbazione”, ma che le 3 espulsioni successive sono “pancaked together” – ovvero appiattite e sovrapposte – un fenomeno che potrebbe amplificare gli effetti complessivi dell’impatto sul campo magnetico terrestre.
Cosa succederà sulla Terra: tempeste geomagnetiche e aurore
Le previsioni dello Space Weather Prediction Center della NOAA indicano che le perturbazioni geomagnetiche raggiungeranno il livello G2, in una scala di tempeste geomagnetiche che va da G1 a G5.
Per gli appassionati di astronomia e fotografia, però, la vera attrazione sarà in cielo. Le particelle cariche provenienti dal Sole, deviando lungo le linee del campo magnetico terrestre, penetrano nell’atmosfera e si scontrano con ossigeno e azoto, generando le tipiche aurore boreali: onde luminose di colore verde, rosso o viola che danzano nel cielo notturno.
Le aree più fortunate saranno le latitudini settentrionali, come il Canada, la Scozia e gli Stati Uniti del Nord (Michigan, Maine, Montana). Tuttavia, se il campo magnetico interplanetario si orienterà favorevolmente verso la Terra, non è escluso che le aurore possano spingersi eccezionalmente più a Sud.



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