Secondo il National Hurricane Center (NHC) degli Stati Uniti, l’uragano Melissa ha registrato una pressione al centro di 892hPa. La pressione è un altro dato, oltre alla velocità del vento, che i meteorologi usano per determinare la forza di una tempesta: più bassa è la pressione, più forte è la tempesta. Il calo di pressione di Melissa lo colloca in una rara compagnia. Solo due uragani atlantici hanno mai avuto una pressione inferiore: Wilma, del 2005, con 882hPa e Gilbert, del 1988, con 888hPa. Segue Melissa, che ha raggiunto gli 892hPa, poi Milton, del 2024, con 895hPa, Rita, del 2005, con 895hPa.
I venti sostenuti di Melissa, pari a 295km/h, lo rendono anche il secondo uragano più forte nella storia dell’Atlantico in termini di velocità del vento.
L’uragano Melissa si sta avvicinando alla Giamaica, che a partire dalle 19 italiane sarà sferzata da “venti catastrofici, inondazioni improvvise e mareggiate“, ha avvertito il National Hurricane Center (NHC). Melissa è destinato a diventare il primo uragano di categoria 5 nella storia della Giamaica. L’approdo sull’isola è previsto tra Black River e Treasure Beach, sulla costa meridionale, dove l’altezza delle onde, scatenate dalla tempesta, potrebbe raggiungere tra i 2,7 e i 4,1 metri. La costa nordoccidentale della Giamaica, nei pressi di Montego Bay, potrebbe essere interessata da onde alte tra 1 e 2 metri, mentre sulla costa sudorientale di Cuba si prevedono picchi fino a 3,3 metri. Anche sulle Bahamas e sulle Isole Turks e Caicos sono attese da condizioni meteorologiche avverse, con onde di tempesta fino a 1,8 metri.
Secondo le autorità, almeno sette decessi correlati all’uragano sono stati segnalati finora nei Caraibi: tre in Giamaica, tre ad Haiti e uno nella Repubblica Dominicana.



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