Aurora boreale in Italia, è una notte di passione. Tutte le INFO per monitorare la situazione in diretta

Per avere l'aurora boreale serve che si verifichino molte condizioni contemporaneamente: ecco gli indicatori utili da monitorare per seguire l'evoluzione del fenomeno in diretta

È febbrile l’attesa tra gli appassionati di astronomia e non per la possibilità di vedere anche questa sera l’aurora boreale dall’Italia, come accaduto la scorsa notte. Una terza espulsione di massa coronale ha colpito il campo magnetico terrestre ed è in corso un’allerta per tempesta geomagnetica G4 (su una scala da G1 a G5). In tale situazione, il fenomeno dell’aurora potrebbe spingersi molto più a sud del solito e quindi regalare uno spettacolo mozzafiato anche alle nostre latitudini. Fino a questo momento, il fenomeno non si è verificato ma il picco è atteso tra le 22 e le 2 della notte. L’intensità della tempesta geomagnetica potrebbe variare nel corso della notte, quindi è importante monitorare l’evoluzione della tempesta e la possibilità che dia origine al fenomeno dell’aurora polare.

In questo articolo, elencheremo tutti gli indicatori e i parametri utili per capire quanto sta accadendo con l’aurora e seguire la situazione in tempo reale.

  1.  Le aurore sono descritte da un parametro di potenza in gigawatt (GW). La visibilità dall’Italia è chiara quando l’indicatore raggiunge i circa 100 GW. Qui è riportato il relativo grafico: https://www.spaceweatherlive.com/en/auroral-activity/auroral-oval.html
  2. L’intensità delle aurore è legata all’intensità del disturbo del campo magnetico terrestre, detto indice Kp https://www.swpc.noaa.gov/products/planetary-k-index Storicamente è stato possibile ammirare l’aurora boreale dall’Italia quando l’indice Kp è arrivato intorno a 7. Oggi, per esempio, è andato a Kp8 e a maggio 2024, quando si è verificato un altro spettacolo di aurora visibile dal nostro Paese, era andato a kp 9. L’ultimo avviso dello Space Weather Prediction Center della NOOA prevede un indice Kp di 7 o maggiore.
  3. L’indice Kp però non basta. Il vento solare deve essere in grado di penetrare nella magnetosfera terrestre senza essere deviato. Questo succede quando la componente verticale del campo magnetico interplanetario (detta Bz) è negativa. Con Bz positivo la magnetosfera è “chiusa” e per quanto la tempesta sia forte, non riesce a penetrare. È la prima linea in questo grafico: https://www.swpc.noaa.gov/products/real-time-solar-wind

Dunque, per avere aurore serve che si verifichino molte condizioni contemporaneamente:

  1. Indice Kp pari o superiore a 7
  2. Bz negativo di almeno una decina di nT
  3. Elevata velocità, densità e temperatura del vento solare
  4. Elevati valori di potenza aurorale depositata nell’atmosfera superiore.

Molte di queste cose sono scarsamente predicibili, motivo per il quale le aurore sono difficili da prevedere con precisione: possono sorprendere all’improvviso o deludere terribilmente. Sono le complessità del meteo spaziale, il cui studio e monitoraggio è sempre più centrale nel mondo moderno, dove reti elettriche, satelliti e molti aspetti della nostra vita quotidiana rischiano di essere messi fuori uso dagli effetti dell’attività solare.