L’aurora boreale incanta l’Italia: grande attesa per stasera. Tempesta solare da record ci riporta nel 1859: cosa sta succedendo e perchè

Una tempesta geomagnetica “severa” di classe G4 illumina il cielo del Mediterraneo. Il Sole regala uno spettacolo che non si vedeva da oltre un secolo: tutte le spiegazioni scientifiche e i precedenti storici con i dati NASA, NOAA e INAF

Nelle ultime ore, il NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) e la NASA hanno lanciato un’allerta per una tempesta geomagnetica di livello G4, classificata come “severa”, tra le più intense del ciclo solare in corso. Gli esperti del NOAA Space Weather Prediction Center spiegano che più espulsioni di massa coronale (CME), scaturite da una serie di brillamenti solari, hanno raggiunto la Terra tra l’11 e il 12 novembre, deformando temporaneamente il campo magnetico terrestre e dando origine a spettacolari aurore boreali visibili a latitudini eccezionalmente basse.

Una di queste eruzioni, registrata alle 11:04 italiane dell’11 novembre, è stata un brillamento solare di classe X5.1, una delle più potenti esplosioni degli ultimi anni. Secondo Mario Giuseppe Guarcello, primo ricercatore dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Palermo, “si sono susseguiti diversi brillamenti del Sole con espulsione di materiale ionizzato che stanno raggiungendo la Terra, con effetti geomagnetici importanti“.

Gli scienziati parlano di un possibile fenomeno “CME cannibale”, quando una nube di plasma più veloce ingloba una precedente più lenta, creando una struttura combinata di onde d’urto e campi magnetici intensificati: una delle configurazioni più efficaci nel generare tempeste geomagnetiche estreme.

L’aurora in Italia: dalle Alpi alla Sardegna, un cielo mai visto

Dopo le spettacolari manifestazioni del 10–11 maggio 2024 e del 10–11 ottobre 2024, l’aurora boreale è tornata a sorprendere l’Italia nella notte del 12 novembre 2025, con segnalazioni che spaziano dalle regioni alpine fino alla Sardegna. Abbiamo raccolto qui le foto più belle. In molte località italiane il cielo si è acceso di sfumature rosse, viola e verdi, mentre le webcam delle Dolomiti, della Val d’Aosta, dell’Appennino e perfino delle coste tirreniche hanno immortalato le colonne di luce danzanti all’orizzonte settentrionale.

Un evento che, come sottolinea l’INAF, “ha una probabilità elevata di essere visibile anche questa sera, con condizioni favorevoli al Nord e buone anche al Centro e al Sud“. Guarcello infatti aggiunge che “l’intensità dei fenomeni solari ha spostato la visibilità delle aurore molto più a sud del normale, fino all’Italia e persino alla Sicilia“.

Come nascono le aurore polari

Le particelle cariche rilasciate dal Sole vengono catturate dal campo magnetico terrestre e guidate verso i poli, dove interagiscono con gli atomi dell’atmosfera generando le tipiche luci polari. Ma durante le tempeste più forti, queste correnti magnetiche si spingono anche a latitudini inusuali, come il bacino del Mediterraneo.

Le aurore polari, infatti, nascono proprio dall’incontro tra il vento solare — un flusso di particelle cariche emesse dal Sole — e il campo magnetico terrestre. Quando queste particelle ad alta energia raggiungono la Terra, vengono deviate verso le regioni polari, dove le linee del campo magnetico convergono. Qui, penetrando negli strati superiori dell’atmosfera, collidono con atomi e molecole di gas (ossigeno e azoto), eccitandoli e facendoli emettere luce. Il colore dipende dal tipo di gas e dall’altitudine: verde e rosso per l’ossigeno, viola e blu per l’azoto. Il risultato è un immenso spettacolo naturale di luci danzanti, la firma visibile dell’interazione tra Sole e Terra.

Gli effetti sul pianeta: bellezza e vulnerabilità

Come ricordano la NASA e la NOAA, una tempesta geomagnetica di classe G4 è in grado di produrre disturbi significativi nelle comunicazioni radio (HF), errori nei sistemi GPS, fluttuazioni nelle reti elettriche e malfunzionamenti temporanei dei satelliti. Le particelle ad alta energia possono interferire con le orbite dei satelliti in bassa quota, causando deviazioni, e influenzare i sistemi elettronici sensibili delle stazioni spaziali.

Non si tratta però di un evento inedito. Già nel 1859, durante il celebre “Evento di Carrington”, una tempesta solare simile provocò aurore boreali visibili fino a Roma e Napoli, e addirittura incendi alle linee telegrafiche in varie parti del mondo. Nel 1872, un’altra aurora fu osservata e studiata a Roma dall’astronomo Angelo Secchi. Nel 1882, si registrò un’ulteriore apparizione a Lucca, documentata in riviste scientifiche dell’epoca.

Da allora, oltre 140 anni dopo, eventi di intensità paragonabile sono stati rarissimi — e mai con una simile estensione geografica sull’Italia.
L’eccezionalità di queste ultime notti è quindi evidente: si tratta del fenomeno più imponente registrato nel nostro Paese dall’Ottocento.

Il Sole al massimo del suo ciclo

Gli esperti del NOAA e della NASA ricordano che il Sole si trova nel pieno del suo ciclo undecennale di attività, noto come solar maximum. Ogni 11 anni, la stella inverte i propri poli magnetici, generando un’intensa attività di macchie, brillamenti e espulsioni di massa coronale. Questa fase comporta un aumento della frequenza delle tempeste solari e quindi delle probabilità di assistere a aurore visibili anche a latitudini medie.

Negli ultimi mesi, il Sole ha mostrato un’attività insolitamente vivace.
L’Associated Press riporta che “il Sole ha ‘eruttato’ diverse espulsioni di massa coronale che potrebbero colpire la Terra tra martedì notte e mercoledì mattina, con possibili disturbi alle comunicazioni radio e GPS”. Gli esperti sottolineano che “la luminosità e l’estensione dell’aurora dipenderanno dall’interazione di queste nubi con il campo magnetico terrestre”.

Secondo NASA e NOAA, il picco dell’attività solare di questo ciclo non è ancora stato raggiunto e proseguirà almeno fino alla fine del 2025, aprendo la possibilità di altri eventi straordinari nei prossimi mesi.

Cosa aspettarsi stasera e nella notte tra il 12 e il 13 novembre

Le previsioni dei centri spaziali indicano che la tempesta geomagnetica continuerà anche nella prossima notte, con una persistente attività di classe G3–G4. Le probabilità maggiori di osservare l’aurora riguardano le regioni settentrionali e appenniniche, ma sono segnalati casi anche al Centro e al Sud, fino alla Puglia e alla Sicilia.

Per chi volesse tentare l’osservazione:

  • cercate luoghi bui e con orizzonte libero verso Nord;
  • evitate fonti di luce artificiale e orientatevi verso l’orizzonte settentrionale;
  • portate con voi una fotocamera o uno smartphone: i sensori digitali possono catturare colori invisibili a occhio nudo;
  • controllate le previsioni meteo e il livello di attività geomagnetica (indice Kp) su siti come spaceweather.com o NOAA SWPC.

Come sottolineano gli esperti della Associated Press, “osservare l’aurora richiede pazienza, buio e un cielo sereno — ma la ricompensa è uno spettacolo che ricorda quanto siamo connessi al nostro Sole”.

Un evento che unisce scienza e meraviglia

Per gli scienziati, la tempesta in corso è un’occasione preziosa per studiare l’interazione tra il vento solare e il campo magnetico terrestre, migliorando le capacità di previsione del “meteo spaziale” — un aspetto sempre più cruciale in un mondo dipendente da satelliti, reti elettriche e comunicazioni globali.

Per tutti noi, invece, è un raro momento di meraviglia collettiva.
Come nel 1859, nel 1872 o nel 1882, milioni di persone stanno guardando verso lo stesso cielo, illuminate dalla stessa luce proveniente dal Sole. Una luce che attraversa lo spazio, danza nell’atmosfera e ci ricorda — con forza e poesia — quanto la Terra sia viva, fragile e straordinariamente connessa al suo astro madre.

“Caccia all’aurora” anche stanotte

L’INAF conferma che le condizioni restano favorevoli anche per la notte tra il 12 e il 13 novembre. “Le probabilità di una visione almeno al Nord Italia sono molto alte e buone più a Sud”, spiega Guarcello. “Chi vuole assistere a questo spettacolo dovrà trovarsi in un luogo con il minor inquinamento luminoso possibile, in condizioni di buio e guardando in direzione Nord.”

L’aurora boreale, “le scintille del Sole” come la definiscono i ricercatori, torna così a colorare l’Italia — un evento raro, poetico e profondamente cosmico, che collega il nostro sguardo alle profondità del tempo e dello spazio.

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