Un vaccino intranasale sperimentale ha dimostrato nei primi test di innescare un’ampia risposta immunitaria contro diversi ceppi di influenza aviaria H5N1. A riportare i risultati definiti “incoraggianti” sono stati ricercatori del Center for Vaccine Development and Global Health (Cvd) dell’University of Maryland School of Medicine. I dati – pubblicati sulla rivista ‘Nature Communications’ – sono quelli di uno studio clinico di fase iniziale ed evidenziano, spiegano gli autori, il potenziale delle strategie di immunizzazione mucosale, in cui i vaccini vengono somministrati nelle narici, per innescare le difese immunitarie contro diversi ceppi influenzali. “La diffusione dell’influenza H5N1 negli animali con conseguente diffusione nelle popolazioni umane a livello globale evidenzia la necessità cruciale di contromisure efficaci per proteggere le nostre comunità da questo e altri agenti patogeni con potenziale pandemico”, sottolinea l’autore corrispondente dello studio Justin Ortiz, professore di Medicina dell’ateneo Usa e ricercatore del Cvd.
Il lavoro, continua, “dimostra che questo vaccino intranasale a lunga conservazione contro l’H5N1 potrebbe svolgere un ruolo importante nella preparazione alle pandemie, offrendo un modo pratico e scalabile per aiutare a proteggere le persone dai ceppi in evoluzione del virus”. Gli attuali vaccini antinfluenzali, somministrati per via intramuscolare, inducono principalmente risposte immunitarie sistemiche che proteggono dalla malattia sintomatica quando ben abbinati ai ceppi circolanti. Tuttavia, potrebbero essere meno efficaci nel prevenire la diffusione dell’infezione da una persona all’altra. I vaccini mucosali, somministrati per via intranasale, mirano a stimolare l’immunità nel sito di infezione, offrendo un approccio promettente per ridurre la trasmissione. In questo studio randomizzato e controllato, 40 volontari adulti sani sono stati assegnati in modo casuale a ricevere diverse dosi di vaccino anti-influenza H5 con adiuvante di BlueWillow. I gruppi di controllo hanno ricevuto un placebo o una dose elevata del vaccino H5 senza adiuvante. Sei mesi dopo, tutti i volontari hanno ricevuto un richiamo intramuscolare del vaccino antinfluenzale H5. Il vaccino intranasale NanoVax H5 si è dimostrato sicuro e ben tollerato.ù
Lo studio
Solo le persone che hanno ricevuto il vaccino nasale con richiamo hanno mostrato un forte “priming” immunitario, cioè il loro sistema immunitario era attivato e pronto a rispondere quando è stata somministrata una singola dose di vaccino antinfluenzale H5 intramuscolare. Anche da solo, senza richiamo, il vaccino intranasale NanoVax H5 ha attivato le difese immunitarie mucose e sistemiche, un risultato che altri vaccini antinfluenzali ricombinanti H5 intranasali non hanno ottenuto negli studi clinici.
“Il vaccino ha anche aiutato il sistema immunitario a riconoscere diverse versioni del virus H5N1, il che è fondamentale perché cambiano nel tempo”, puntualizza Meagan E. Deming, coautrice principale dello studio. “L’uso dell’adiuvante suggerisce inoltre che questo approccio potrebbe consentire dosi inferiori del vaccino, rendendo le nostre attuali scorte di vaccini disponibili a un maggior numero di persone in caso di epidemia”. Nello specifico, lo studio – che è stato finanziato da un grant del National Institute of Allergy and Infectious Diseases – ha rilevato che i volontari che hanno ricevuto il vaccino H5 adiuvato presentavano una forte attività immunitaria, con livelli più elevati di anticorpi protettivi (IgG e IgA), più cellule immunitarie della memoria e una migliore capacità di uccidere le cellule infette.
“Questi risultati dimostrano l’efficacia dell’innesco mucosale e il potenziale per un’ampia immunità cross-clade”, conclude Franklin R. Toapanta, coautore principale dello studio. “La capacità del vaccino intranasale di suscitare risposte immunitarie mucosali e cellulari ne sottolinea il potenziale come parte delle strategie di prevenzione dell’influenza di prossima generazione”.



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