Energia: ENEA testa accumuli a basso costo per stoccare elettricità e calore

Il prototipo ENEA di accumulo termico consiste in un blocco di calcestruzzo di nuova concezione con aggiunta di fibre metalliche e polimeriche provenienti da scarti industriali e di sali solari

ENEA sta sviluppando un nuovo sistema compatto in grado di accumulare calore da energia termica ed elettrica in materiali a basso costo facilmente reperibili, per poi riutilizzarlo successivamente in applicazioni industriali e per la produzione di elettricità. I primi risultati della sperimentazione sono stati pubblicati sulla rivista Energies e potrebbero aprire la strada a impieghi promettenti come lo stoccaggio di energia elettrica rinnovabile in eccesso (energy overload, per garantire la stabilità della rete elettrica), la fornitura di calore all’industria (nel range di temperatura 150-300°C) e il riscaldamento/teleriscaldamento residenziale. “Il nostro prototipo di accumulo elettro-termico è un sistema ibrido che può essere alimentato sia da energia elettrica, come quella prodotta in eccesso da eolico e fotovoltaico, sia da calore generato da tecnologie energetiche rinnovabili e/o recuperato dai processi industriali, ed è in grado di stoccare energia termica a una temperatura fino a 350-400 °C”, spiega uno degli autori dello studio, Raffale Liberatore, ricercatore del laboratorio ENEA Energia e accumulo termico, afferente al Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili.

Il prototipo ENEA di accumulo termico consiste in un blocco di calcestruzzo di nuova concezione con aggiunta di fibre metalliche e polimeriche provenienti da scarti industriali[1] e di sali solari[2], il cui scopo principale è di aumentare la densità energetica immagazzinata. All’interno del sistema è poi presente un tubo di acciaio inox che funziona come una resistenza elettrica: quando è attraversato dall’elettricità, si riscalda velocemente generando calore (per effetto Joule, lo stesso principio con cui funzionano le stufe elettriche).

Un confronto sperimentale – prosegue il ricercatore – ha dimostrato che il riscaldamento elettrico, nell’attuale configurazione del dispositivo, è più rapido del riscaldamento termico; inoltre, prove cicliche di carica e scarica ne hanno mostrato la perfetta replicabilità”, aggiunge Liberatore. “Il sistema di accumulo elettro-termico messo a punto per i test di laboratorio è ancora di piccole dimensioni[3], ma potranno essere facilmente realizzati moduli di dimensioni e capacità superiori, anche scalabili”, conclude.

Finora, gli sforzi della ricerca si sono concentrati sull’identificazione di materiali a basso costo, non tossici e ampiamente disponibili e sullo sviluppo di soluzioni flessibili in termini di dimensioni (capacità) e integrabilità.

Il modulo di accumulo è stato installato sull’impianto sperimentale di ENEA ATES[4] (Advanced Thermal Energy Storage System), per condurre la caratterizzazione termica con cicli operativi di carica e scarica analoghi a quelli attesi negli impianti industriali.

Le prossime attività riguarderanno lo sviluppo e il collaudo di moduli di dimensioni maggiori per ottimizzarne le prestazioni attraverso la riduzione delle perdite termiche, anche al fine di condurre una valutazione reale dei suoi costi.

I sistemi di accumulo termico a medio-alte temperature (100-550°C) sviluppati da ENEA consentono di disaccoppiare la produzione di calore/elettricità dalla disponibilità della risorsa solare, facendo uso di materiali non strategici”, sottolinea la coautrice dello studio Michela Lanchi, responsabile del Laboratorio ENEA Energia e accumulo termico. “Questi sistemi di accumulo – conclude – possono fungere da veri e propri hub energetici, capaci di stoccare energia termica ed elettrica generata da diverse fonti rinnovabili e di renderla disponibile on-demand, contribuendo alla stabilità alla rete”.

[1] Scorie d’acciaieria, fibre di carbonio recuperate da filtri.

[2] Miscela al 60% in peso di nitrato di sodio e al 40% di nitrato di potassio.

[3] Lunghezza utile 1,4 m e diametro calcestruzzo 0,12 m.

[4] Questo impianto utilizza un circuito dove scorre olio speciale, capace di riscaldarsi fino a 350 °C o raffreddarsi, grazie a un’apparecchiatura che può fornire fino a 3 kW di calore o sottrarre fino a 15 kW di freddo. L’olio circola con una portata massima di 18 litri al minuto. L’impianto è dotato di quattro valvole comandate elettricamente che permettono di far circolare l’olio in diverse direzioni (circolazione oraria, antioraria o in bypass), facilitando così la fase di carica (quando si accumula calore) o scarica (quando il calore viene rilasciato) dal modulo.