Il Tifone Kalmaegi ora minaccia il Vietnam: venti fino a 200 km/h e piogge torrenziali

Il tifone Kalmaegi si appresta a colpire con violenza un Vietnam già provato, minacciando non solo vite umane, ma anche uno dei pilastri economici nazionali

Il potente tifone Kalmaegi si sta dirigendo verso la costa centro-orientale del Vietnam, portando con sé venti devastanti e piogge torrenziali che potrebbero mettere in ginocchio il cuore agricolo del Paese. Secondo l’agenzia meteorologica vietnamita, il ciclone si trovava nella mattinata di giovedì ora locale a circa 330 km a Est-Sud/Est di Quy Nhon, e dovrebbe toccare terra tra la tarda serata del 6 novembre e le prime ore del 7 (ora locale). Il tifone, già responsabile di una scia di distruzione nelle Filippine, sta guadagnando forza mentre attraversa le calde acque del Mar Cinese Meridionale. Il Joint Typhoon Warning Center statunitense prevede che Kalmaegi raggiunga venti sostenuti fino a 204 km/h, l’equivalente di un uragano di 3ª categoria sulla scala Saffir-Simpson.

Rischi per l’industria del caffè

La tempesta minaccia in particolare l’altopiano centrale del Vietnam, la regione dove si concentra la produzione di robusta, la varietà di caffè utilizzata per l’espresso e il caffè solubile. Gli agricoltori hanno iniziato la raccolta a ottobre, ma il maltempo rischia ora di compromettere un raccolto che si preannunciava il migliore degli ultimi quattro anni. I mercati internazionali hanno già reagito: i futures del caffè a Londra sono aumentati ai massimi da un mese il 3 novembre, spinti dai timori per le possibili perdite di produzione.

Un anno meteorologicamente devastante

Il Vietnam ha già dovuto affrontare 12 grandi tempeste nel corso del 2025, con un bilancio pesantissimo: almeno 241 vittime e danni economici per oltre 53,8 trilioni di dong (circa 2,7 miliardi di dollari di Singapore). Le autorità locali hanno allertato la popolazione costiera e disposto misure preventive, tra cui la sospensione della pesca e la chiusura dei porti. Tuttavia, la forza di Kalmaegi e la sua traiettoria verso le zone agricole centrali fanno temere un ulteriore aggravamento della crisi meteorologica che sta colpendo il Paese.