A Teheran, dove la siccità sta raggiungendo livelli sempre più critici, i gruppi religiosi legati allo Stato hanno iniziato a esortare i cittadini di unirsi in preghiera per chiedere la pioggia. Secondo quanto riportato dall’agenzia Fars, i fedeli sono stati convocati a due eventi con “cerimonie spirituali” che si terranno dopo le tradizionali preghiere del venerdì, per implorare un intervento divino che sblocchi la crisi idrica che sta piegando il Paese. L’iniziativa sta suscitando forti critiche sui social, dove molti accusano il governo di ricorrere alla religione ignorando le possibili soluzioni scientifiche. “Il ricorso alle preghiere mostra solo l’impotenza dello Stato di fronte a quella che la stampa ufficiale definisce una ‘catastrofe nazionale’“, scrivono alcuni commentatori online.
La mancanza di piogge autunnali ha prosciugato gran parte delle dighe e costretto le autorità a misure drastiche: il Ministero dell’Energia prevede di sospendere la fornitura notturna d’acqua a Teheran e in altre regioni. La gravità della situazione ha portato il Presidente Masoud Pezeshkian a ipotizzare persino un’evacuazione dalla capitale dei suoi oltre 15 milioni di abitanti.


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