Lula apre i lavori della COP30: “costa meno risolvere i problemi del clima che la guerra”

Al via la COP30 in Brasile, Lula: “creare un Consiglio per il clima in seno all'Onu, serve una governance globale più solida”

Se quanti fanno la guerra fossero qui a questa COP, si renderebbero conto che è molto più economico investire 1,3 miliardi per porre fine al problema climatico piuttosto che spendere 2,7 trilioni di dollari per fare la guerra, come hanno fatto l’anno scorso“. Lo ha detto il Presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, aprendo i lavori della COP30, la 30esima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che si tiene a Belém, in Amazzonia. Poi Lula ha rivolto un attacco ai “negazionisti del cambiamento climatico”. “Controllano gli algoritmi, seminano odio, diffondono paura, attaccano le istituzioni, la scienza e le università. È il momento di infliggere una nuova sconfitta ai negazionisti“, ha detto. “Il clima non è una minaccia futura – ha proseguito Lula – è una tragedia presente. L’uragano Melissa che ha colpito i Caraibi e il tornado nel Paraná hanno causato vittime e lasciato una scia di distruzione. Dalle siccità e dagli incendi in Africa e in Europa alle inondazioni in Sud America e nel Sud-Est asiatico, l’aumento della temperatura globale diffonde dolore e sofferenza, soprattutto tra le popolazioni più vulnerabili. La COP30 sarà la COP della verità. Nell’era della disinformazione, dove gli oscurantisti rifiutano non solo le prove scientifiche, ma anche i progressi del multilateralismo”.

Lula: “creare un Consiglio per il clima in seno all’Onu”

Per andare avanti è necessaria una governance globale più solida, in grado di garantire che le parole si traducano in azioni. La proposta di creare un Consiglio per il clima, collegato all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, è un modo per dare a questa sfida l’importanza politica che merita”, ha proseguito Lula. “Stiamo andando nella direzione giusta, ma alla velocità sbagliata. Al ritmo attuale, stiamo ancora andando verso un aumento di oltre 1,5°C della temperatura globale. Superare questa soglia è un rischio che non possiamo correre”, ha spiegato Lula. “Il nostro Appello all’Azione è diviso in tre parti – ha affermato il Presidente brasiliano -. Nella prima faccio appello ai Paesi affinché rispettino i loro impegni. Ciò significa: formulare e attuare contributi determinati a livello nazionale ambiziosi; garantire finanziamenti, trasferimento di tecnologia e formazione ai Paesi in via di sviluppo; e prestare la dovuta attenzione all’adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici”.

“Nella seconda parte – ha proseguito il Capo di Stato progressista – esorto i leader mondiali ad accelerare l’azione per il clima. Abbiamo bisogno di roadmap affinché l’umanità, in modo equo e pianificato, superi la dipendenza dai combustibili fossili, fermi e inverta la deforestazione e mobiliti risorse per questi scopi. Per andare avanti è necessaria una governance globale più solida, in grado di garantire che le parole si traducano in azioni. La proposta di creare un Consiglio per il clima, collegato all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, è un modo per dare a questa sfida l’importanza politica che merita”.

“Per la terza parte, invito la comunità internazionale a mettere le persone al centro dell’agenda climatica – ha ribadito -. Il riscaldamento globale può spingere milioni di persone alla fame e alla povertà, facendo regredire di decenni i progressi compiuti. L’impatto sproporzionato dei cambiamenti climatici sulle donne, sulle persone di origine africana, sui migranti e sui gruppi vulnerabili deve essere preso in considerazione nelle politiche di adattamento. È fondamentale riconoscere il ruolo dei territori indigeni e delle comunità tradizionali negli sforzi di mitigazione. In Brasile, oltre il 13% del territorio è costituito da aree demarcate per le popolazioni indigene. Forse è ancora troppo poco”.

“COP di Belem sforzo enorme, ma con impegno nulla è impossibile”

Organizzare qui la COP qui è una sfida grande quanto quella di porre fine all’inquinamento del pianeta. Abbiamo deciso di accettare la sfida di organizzare la COP in Amazzonia per dimostrare che quando si ha la volontà politica, la determinazione e l’impegno verso la verità, non c’è nulla di impossibile per l’uomo”, ha proseguito Lula.

Per le prossime due settimane, Belém sarà la capitale del mondo. Portare la COP nel cuore dell’Amazzonia è stato un compito arduo, ma necessario: l’Amazzonia non è un’entità astratta. Chi vede la foresta solo dall’alto non sa cosa succede alla sua ombra. Il bioma più diversificato della Rerra è la casa di oltre 50 milioni di persone“, ha aggiunto.