Negli ultimi due giorni, il campo magnetico terrestre ha subito una vera e propria “scossa” dovuta a 3 potenti espulsioni di massa coronale (CME) provenienti dal Sole. Secondo gli ultimi aggiornamenti dello Space Weather Prediction Center (NOAA), queste tempeste geomagnetiche stanno attualmente oscillando tra il livello G1 (minore) e il livello G3 (morte). Il vento solare che accompagna queste CME soffia a velocità superiori a 900 km/s, causando forti perturbazioni del campo magnetico terrestre. I meteorologi spaziali avvertono che esiste ancora una possibilità di temporanee tempeste di classe G4 (severa) nel corso della giornata di oggi, 13 novembre 2025.
Notte senza aurore in Italia
Nonostante le aspettative, la notte tra il 12 e il 13 novembre non ha regalato l’aurora boreale agli osservatori italiani. Dopo lo spettacolo eccezionale della sera precedente, migliaia di appassionati avevano puntato gli occhi al cielo in attesa di un bis. Tuttavia, le condizioni del vento solare e del campo magnetico interplanetario (IMF) non si sono allineate in maniera favorevole per permettere la visione del fenomeno a latitudini medie. Ciò ricorda quanto sia complessa la meteorologia spaziale: anche flussi solari molto intensi non garantiscono automaticamente aurore visibili nei cieli europei o mediterranei.
Una notte magica
Ben diversa era stata la situazione tra l’11 e il 12 novembre, quando 2 CME arrivate in rapida successione hanno generato una tempesta geomagnetica classe G4, una delle più intense degli ultimi anni. Le aurore si sono estese a latitudini insolite, visibili in gran parte dell’Europa e persino negli Stati Uniti meridionali, fino a Florida, Texas e California. In Italia, appassionati e fotografi hanno immortalato le luci danzanti del Nord anche dal centro del Paese, offrendo uno spettacolo raro e indimenticabile.
Perché il Sole è così attivo
Il Sole si trova attualmente nella fase più intensa del suo ciclo undecennale, caratterizzata da frequenti brillamenti e CME. Il flare solare di classe X5.1, che ha generato la terza CME più potente di questa serie, è uno dei più intensi registrati nel ciclo in corso. Questa attività non diminuirà a breve: sono attese ulteriori espulsioni di massa coronale che potrebbero generare nuove tempeste geomagnetiche e, con un po’ di fortuna, spettacolari aurore anche a latitudini insolite come quelle italiane.
Cosa significa per la vita sulla Terra
Le tempeste geomagnetiche non rappresentano un pericolo immediato per la popolazione, ma possono avere effetti su satelliti, comunicazioni radio, reti elettriche e sistemi GPS. Le agenzie spaziali monitorano costantemente queste attività, fornendo allerte in caso di eventi severi. Per gli appassionati di astronomia e di aurora boreale, però, ogni CME porta con sé semplicemente la speranza di assistere a uno dei fenomeni più affascinanti del cielo notturno.


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