Oggi grande giorno per Blue Origin: New Glenn torna in cielo con la missione NASA ESCAPADE

Per Blue Origin e per la NASA sarà una giornata storica, nuove prospettive per l’esplorazione di Marte

Dopo il precedente rinvio, oggi 12 novembre, il gigantesco razzo New Glenn di Blue Origin tornerà finalmente a tentare il decollo dalla storica rampa 36 del Cape Canaveral Space Force Station, in Florida. L’obiettivo: portare in orbita le sonde gemelle della missione NASA ESCAPADE, progettate per studiare l’atmosfera di Marte. Il lancio, inizialmente previsto per domenica 9 novembre, era stato sospeso all’ultimo momento a causa di condizioni meteorologiche avverse. Le cosiddette “nubi cumuliformi“, capaci di generare scariche elettriche, hanno imposto la rigorosa regola di sicurezza nota come “cumulus cloud rule“, che vieta ogni decollo fino a condizioni più stabili. A complicare ulteriormente la situazione, vi erano anche questioni burocratiche legate al parziale shutdown del governo federale: la Federal Aviation Administration (FAA) aveva temporaneamente bloccato i lanci commerciali diurni, mettendo a rischio il tentativo di Blue Origin. Grazie a negoziazioni dirette con la FAA, supportate dalla NASA e dalla Space Launch Delta 45 della Space Force, l’azienda ha ottenuto un’esenzione speciale per procedere al lancio.

ESCAPADE: esplorare il vento solare su Marte

Al centro della missione ci sono 2 orbiter identici, realizzati da Rocket Lab e coordinati dall’Università della California, Berkeley. Il loro compito è comprendere come il vento solare e le particelle cariche abbiano progressivamente eroso l’atmosfera marziana, trasformando un pianeta un tempo umido e temperato in quello che oggi conosciamo: un deserto freddo e secco. Con un budget inferiore agli 80 milioni di dollari, ESCAPADE incarna un nuovo approccio alle esplorazioni spaziali: missioni leggere, economiche e rapide da realizzare, in grado di fornire risultati scientifici significativi.

Oltre alle sonde, New Glenn trasporterà anche un esperimento di telecomunicazioni per ViaSat, finalizzato a testare tecnologie di trasmissione dati più efficienti per le missioni interplanetarie future.

Il gigante di Bezos alla prova del riutilizzo

Con i suoi 98 metri di altezza e la capacità di sollevare decine di tonnellate in orbita, New Glenn è progettato per competere con i principali vettori spaziali internazionali, puntando al riutilizzo del primo stadio con atterraggio controllato su una chiatta nell’Oceano Atlantico. Dopo il debutto di gennaio 2025, in cui il primo test di rientro non era riuscito del tutto, questa seconda missione rappresenta una tappa cruciale per dimostrare l’affidabilità del sistema e consolidare il ruolo di Blue Origin nel mercato globale.

new glenn lancio 9 novembre (2)

Il countdown finale

Se le condizioni meteo resteranno favorevoli, il lancio avverrà tra le 14:50 e le 16:17 ora locale (19:50 – 21:17 UTC), con una copertura in diretta a partire da 20 minuti prima del decollo. Per Blue Origin e per la NASA sarà una giornata storica: non solo un passo avanti nella conquista dello Spazio, ma anche una dimostrazione della capacità delle aziende private di portare avanti missioni scientifiche complesse, aprendo nuove prospettive per l’esplorazione di Marte.