Dopo le abbondanti nevicate che negli ultimi giorni hanno interessato l’Alto Atlante, l’inverno si è mostrato in tutta la sua spettacolarità anche in Marocco. A Oukaimeden, la più nota località sciistica del Paese, il paesaggio innevato ha attirato numerosi visitatori, affascinati da uno scenario insolito per il Nord Africa. Proprio qui, però, stanno emergendo comportamenti che sollevano serie preoccupazioni sul piano della sicurezza. Nei pressi della stazione sciistica, un bacino artificiale si è parzialmente ghiacciato a seguito delle temperature rigide in quota. Alcuni turisti e curiosi hanno iniziato a camminare, sostare o addirittura pattinare sulla superficie del lago, condividendo immagini e video sui social. Scene suggestive, senza dubbio, ma che nascondono un rischio elevato, spesso sottovalutato da chi non ha familiarità con l’ambiente montano invernale.
Oukaimeden si trova tra i 2.600 e oltre 3.000 metri di altitudine, in un contesto dove l’escursione termica giornaliera è marcata. Le recenti perturbazioni hanno portato neve abbondante e un deciso calo delle temperature notturne, favorendo la formazione di ghiaccio superficiale. Tuttavia, durante il giorno, il forte irraggiamento solare tipico delle alte quote nordafricane può indebolire rapidamente la struttura del ghiaccio, rendendolo irregolare e poco affidabile. La presenza di neve sopra la lastra, inoltre, può mascherare zone sottili o già compromesse, aumentando il pericolo.

A differenza delle piste da sci o delle strutture turistiche ufficiali, il lago di Oukaimeden non è monitorato né sottoposto a controlli di sicurezza. Nessuna misurazione dello spessore del ghiaccio viene effettuata e non esistono certificazioni che ne garantiscano la tenuta. In ambito internazionale, le linee guida indicano che servirebbe uno spessore minimo consistente e uniforme per consentire il passaggio delle persone, condizioni difficilmente verificabili in un bacino montano non controllato.
Il rischio maggiore è legato a un eventuale cedimento improvviso. Cadere in acqua a temperature prossime allo zero può avere conseguenze drammatiche in pochissimo tempo. Lo shock termico e la rapida perdita di forza e coordinazione possono impedire anche a persone allenate di mettersi in salvo. In un ambiente isolato, senza assistenza immediata, le probabilità di esito grave aumentano sensibilmente.
Per questo motivo, diversi residenti e frequentatori abituali della zona hanno lanciato appelli alla prudenza, invitando a non avventurarsi sulla superficie ghiacciata. Il messaggio è chiaro: il fascino di un lago gelato in un contesto così suggestivo non deve far dimenticare che si tratta di un ambiente naturale potenzialmente pericoloso.
La montagna invernale dell’Alto Atlante offre scenari straordinari e sempre più apprezzati anche dal turismo internazionale, ma richiede rispetto e consapevolezza. Ammirare il paesaggio dalla riva o lungo i percorsi sicuri è la scelta più responsabile. In inverno, neve e ghiaccio non sono solo bellezza: sono elementi che impongono cautela, soprattutto quando mancano controlli e infrastrutture dedicate.


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