Allerta Meteo, conferme su una grande nevicata martedì 3 febbraio al Nord: rischio NEVE FORTE anche a Milano e Torino | DETTAGLI

Allerta Meteo, gli ultimi aggiornamenti dei modelli confermano uno scenario freddo e nevoso per il Nord la prossima settimana: le mappe confermano una grande nevicata al Nord martedì 3, con un seguito anche nei giorni successivi. Accumuli importanti anche in pianura! I dettagli

Il mese di Febbraio inizierà con un’altra grande nevicata al Nord Italia. Anzi, con ogni probabilità sarà la più grande nevicata dell’inverno (almeno fino ad oggi), con accumuli abbondanti anche in pianura in Piemonte, e la prima serie imbiancata stagionale su Torino, solo sfiorata dalla neve fino ad oggi seppur con numerosi episodi di pioggia mista a neve in città e colline imbiancate nell’hinterland. L’ultima nevicata con accumulo a Torino risale al 15 dicembre 2022, con 12cm di neve in città. Dopo oltre tre anni, la dama bianca potrebbe tornare a baciare la città in modo analogo proprio martedì 3 febbraio, tra pochi giorni.

Sull’Italia, infatti, arriverà l’ennesima perturbazione atlantica proveniente dall’oceano, con un netto richiamo caldo di scirocco al Centro/Sud e abbondanti precipitazioni al Nord, nevose fino a bassa quota e, appunto, fino in pianura al Nord/Ovest. La perturbazione inizierà a colpire l’Italia nella serata di lunedì 2 febbraio, per poi concentrarsi nella giornata di martedì 3 con i fenomeni più intensi.

3-febbraio

La genesi di questa gran bella nevicata al Nord è da ricercare nei giorni immediatamente precedenti, quando l’Italia sarà invasa, almeno al Centro/Nord e nelle Regioni Adriatiche, dall’aria fredda continentale di origine siberiana che proprio in queste ore starà colpendo l’Est Europa con un evento di Burian molto intenso, di portata storica. L’Italia sarà nella più lontana periferia del freddo intenso, che giungerà fino ai Balcani, ma comunque le temperature diminuiranno sensibilmente tra domenica e lunedì, creando uno strato di aria fredda ai bassi strati che poi consentirà alla neve in arrivo nei giorni successivi di cadere fino in pianura, a quote decisamente più basse rispetto a quanto accaduto nei peggioramenti precedenti, dei giorni scorsi.

temperature domenica e lunedì

L’arrivo della neve sarà innescato dall’ennesima perturbazione atlantica che abbiamo già visto nella mappa sinottica di ECMWF illustrata poco sopra. Dal punto di vista termico, la conseguenza principale sull’Italia sarà il rapido aumento delle temperature sotto i colpi del forte vento di scirocco. Tra martedì e mercoledì avremo un incremento termico nell’ordine dei 7-9°C al Centro e al Sud, con temperature che mercoledì supereranno i +20°C in alcune aree di Calabria, Sicilia e Puglia, e saliranno fino a +18°C anche in Abruzzo e Molise. Il richiamo caldo prefrontale sarà innescato proprio dal vortice ciclonico in arrivo dall’Atlantico, in grado di risucchiare masse d’aria calde dal cuore del deserto del Sahara verso il nostro Paese: una dinamica tipica di ogni perturbazione atlantica in arrivo nel Mediterraneo.

Al Nord, però, l’aria fredda rimarrà incastrata tra le Alpi e l’Appennino, mantenendo così la quota neve molto bassa, addirittura pianeggiante al Nord/Ovest, per tutto l’arco della giornata di martedì:

temperature martedì 3 febbraioLe precipitazioni previste proprio per martedì 3 febbraio al Nord sono eccezionalmente abbondanti. Di seguito le mappe del modello europeo ECMWF limitate esclusivamente alla neve, che come vediamo sarà abbondante su tutto l’arco alpino e cadrà fin in pianura in Piemonte e forse anche su parte della Lombardia. Siamo ancora a quattro giorni dall’evento e per una previsione più precisa e dettagliata dovremo attendere gli aggiornamenti di domani, domenica e quelli definitivi di lunedì, quando potremo sbilanciarci sulla quota neve esatta e gli accumuli previsti nelle varie località. Ma di certo le Alpi saranno interessate da una grande nevicata nella loro totalità, dalla Liguria al Friuli Venezia Giulia, e la neve arriverà non solo in pianura in Piemonte, ma anche nei fondovalle alpini di tutte le Regioni.

allerta meteo neve martedì 3 febbraio 2026

Allerta Meteo, la grande attesa per la neve a Torino

La neve a Torino non è solo un fenomeno meteorologico, ma una parte integrante dell’identità cittadina che, negli ultimi anni, sembra essersi fatta più timida e preziosa. L’attesa per la perturbazione prevista per martedì 3 febbraio 2026 riaccende il dibattito su una “Dama Bianca” che un tempo dominava gli inverni sabaudi e che oggi appare spesso come un ricordo sbiadito. Le previsioni per martedì indicano una probabilità di neve del 55%, con temperature comprese tra +1°C e +2°C: una situazione classica di “limite” termico in cui la conservazione del freddo nei bassi strati sarà determinante per vedere un accumulo significativo in centro città.

Come abbiamo già visto, l’ultima nevicata con accumulo in città risale al 15 dicembre 2022 con 12cm di neve al suolo. Poi, per tre anni, niente neve. Almeno fino alla prossima settimana!

I grandi precedenti e la configurazione ideale

Nella memoria collettiva dei torinesi restano scolpiti eventi epocali come il leggendario gennaio 1985, quando la città fu sommersa da quasi un metro di neve in pochi giorni, o il più recente gennaio 2009, che regalò accumuli superiori ai 40cm riportando un inverno “vecchio stile” nel nuovo millennio. Scientificamente, la nevicata perfetta a Torino richiede una coreografia atmosferica ben precisa chiamata cuscino freddo. Questa configurazione si verifica quando l’aria gelida di origine continentale rimane intrappolata nella pianura piemontese, protetta dall’arco alpino, mentre in quota scorrono correnti umide e miti provenienti dal Mediterraneo o dall’Atlantico. È proprio questo scontro tra il gelo “pesante” che ristagna al suolo e l’umidità che scorre sopra di esso a generare le nevicate più spettacolari e durature. Seppur in modo timido per quanto riguarda la formazione del freddo nei giorni precedenti, la configurazione è esattamente quella prevista per i prossimi giorni.

Il trend scientifico: cosa dicono i dati reali

Analizzando i dati ufficiali della Società Meteorologica Italiana e di ARPA Piemonte raccolti negli ultimi 70 anni, emerge un quadro inequivocabile rispetto alla diminuzione delle nevicate su Torino. Se nella seconda metà dell’Ottocento (quindi oltre 130 anni fa) la media annua di neve a Torino si attestava intorno ai 60cm, nel periodo molto più recente compreso tra il 1961 e il 1990 la statistica era già scesa a circa 28cm. Cioè meno della metà rispetto a un secolo prima. Un ulteriore calo si è registrato negli ultimi tre decenni: la media del periodo 1991-2020 rispetto ai 30 anni precedenti è scivolata a circa 18cm annui, segnando una riduzione del 70% rispetto ai valori storici secolari. Questo declino non è dovuto tanto alla mancanza di precipitazioni, quanto all’aumento delle temperature medie invernali che spesso trasforma quella che sarebbe stata neve in pioggia, erodendo la capacità della pianura di mantenere quel cuscinetto freddo necessario alla solidificazione dei fiocchi.

Allerta Meteo, anche Milano può sperare

Per Milano, l’attesa per la perturbazione di martedì 3 febbraio 2026 riporta a galla un rapporto viscerale con la neve, fatto di silenzi improvvisi e grandi paralisi urbane. Le previsioni per martedì sono incoraggianti: si parla di una tempesta di neve con una probabilità del 50% durante il giorno e temperature che oscilleranno tra i +2°C e i +3°C. Sarà una sfida termica classica per la metropoli lombarda, dove anche un solo grado di differenza può trasformare una nevicata storica in una banale pioviggine fangosa.

I grandi precedenti e la “fabbrica del freddo”

Il punto di riferimento assoluto per ogni milanese resta la nevicata del secolo del gennaio 1985, quando la città fu letteralmente sommersa da 70-90 centimetri di manto bianco, un evento che richiese l’intervento dell’esercito per liberare le strade. Più recentemente, la memoria corre al gennaio 2006, con i suoi 40cm in meno di 48 ore, e al 28 dicembre 2020, l’ultima occasione in cui Milano si è svegliata sotto un accumulo omogeneo e significativo di circa 1520 centimetri. La configurazione ideale per questi eventi è il cosiddetto minimo sul Mar Ligure: una bassa pressione che si scava sul Golfo di Genova, richiamando aria umida da sud-ovest che scorre sopra il cuscino freddo accumulato in precedenza nei bassi strati della Pianura Padana.

Il trend scientifico: i dati ufficiali

I dati raccolti dallo storico Osservatorio di Brera e dalla Fondazione OMD delineano un declino netto e documentato negli ultimi 70 anni. Se nel trentennio 1961-1990 la media annua si aggirava intorno ai 2530 centimetri, nel periodo 1991-2020 questa statistica è crollata a circa 1315 centimetri. Il riscaldamento globale ha ovviamente avuto effetti anche a Milano, non solo riducendo le precipitazioni nevose ma aumentando le temperature minime di circa 2°C rispetto a due secoli fa. Questo significa che la “fabbrica del freddo” al suolo è sempre più fragile: le stagioni con accumuli superiori ai 50cm, che un tempo si verificavano ogni dieci anni, sono diventate rarità statistiche in un contesto urbano sempre più dominato dall’isola di calore. Quello di martedì 3 febbraio, però, potrebbe essere proprio uno dei rari ritorni della neve in tempi contemporanei anche nella metropoli meneghina, oggi molto più affascinante del passato con la neve proprio perchè è un evento molto più raro.

Allerta Meteo: tutte le altre città a rischio neve

Ovviamente se Torino e Milano possono vedere la neve, altrettanto accadrà a molte altre città del Nord/Ovest quali Biella, Ivrea, Verbania, Novara, Varese, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, e ovviamente Cuneo, Asti, Alessandria, dove la neve sarà abbondante. Neve anche nei fondovalle alpini: arriverà ad Aosta, Sondrio, Bolzano, Merano, Bressanone, Trento, forse anche Rovereto e Belluno.

Tutti i dettagli dal video con il bollettino meteo completo di oggi dal Canale YouTube di MeteoWeb:

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