L’evoluzione meteorologica che stiamo monitorando da giorni ha ormai raggiunto il suo punto di massima criticità per quanto riguarda la fase previsionale. Il Mega-Ciclone Harry, infatti, è arrivato al Sud Italia e sta esplodendo la sua forza devastante e distruttiva. Domani, martedì 20 gennaio, sarà la giornata critica, specie in serata, con il picco del maltempo al Sud. La protezione civile è mobilitata: diramato l’allarme rosso, il massimo possibile, per ampie aree di Sicilia, Sardegna e Calabria. Scuole chiuse in molte città, una chiusura che potrebbe prolungarsi per tre giorni consecutivi considerando anche mercoledì 21, quando il maltempo sarà ancora intenso. Ma vediamo nel dettaglio cosa sta succedendo e cosa dobbiamo aspettarci nelle prossime ore.
Allerta Meteo: configurazione barica esplosiva per il muro balcanico
La struttura che si è delineata vede una contrapposizione frontale di rara violenza tra due figure bariche antitetiche che si scontrano proprio sopra il Mediterraneo. Da un lato abbiamo l’Anticiclone Christian, un gigante di alta pressione posizionato stabilmente sui Balcani con valori che raggiungono i 1040hPa. Questa struttura non agisce solo come un’area di bel tempo locale, ma funge da vero e proprio muro atmosferico invalicabile. Dall’altro lato, il Mega-Ciclone Harry si è approfondito nel cuore del Mediterraneo occidentale (dopo una ciclogenesi dovuta alle infiltrazioni perturbate provenienti dall’oceano Atlantico), con un minimo barico previsto toccare i 995hPa nei pressi di Lampedusa domani, martedì 20 gennaio. Questa configurazione a blocco impedisce al ciclone di traslare naturalmente verso est, costringendolo a una stazionarietà pericolosa che martellerà le medesime zone del Sud Italia per oltre quarantotto ore consecutive, senza via di fuga.
Allerta Meteo: il gradiente barico estremo, vero responsabile della furia del Ciclone
Per comprendere la violenza del vento che colpirà le nostre regioni meridionali, è necessario analizzare la differenza di pressione in uno spazio geografico estremamente ridotto. Parliamo di uno scarto di ben 45hPa tra il cuore della tempesta a sud della Sicilia e il centro dell’anticiclone sui Balcani. In meteorologia, la velocità del vento è direttamente proporzionale alla fittezza delle isobare, ovvero alla rapidità con cui la pressione cambia su una determinata distanza. Questo gradiente barico pazzesco genera una forza che spinge enormi masse d’aria dal massimo pressorio verso il minimo in modo violentissimo. Poiché le linee di pressione sono incredibilmente strette tra lo Jonio e il Canale di Sicilia, l’aria viene letteralmente accelerata in un imbuto invisibile, portando raffiche che domani, martedì 20 gennaio, supereranno facilmente i 140km/h, configurando scenari simili a quelli di un uragano.
Le mappe bariche dei modelli DWD e Met Office indicano magistralmente l’enorme gradiente barico, e il conseguente movimento delle masse d’aria, tra il Mega-Ciclone Harry e l’Anticiclone Christian:
Allerta Meteo: l’impatto delle mareggiate e la dinamica del mare
L’effetto combinato della persistenza e della forza del vento avrà ripercussioni devastanti sullo stato del mare. Il fetch, ovvero la superficie di mare aperto su cui soffia il vento ininterrottamente, sarà molto esteso a causa della stazionarietà del Mega-Ciclone Harry. Questo permetterà la formazione di onde di altezza significativa che potranno raggiungere gli otto o nove metri nello Jonio e nel Canale di Sicilia. Le mareggiate che colpiranno le coste orientali della Sicilia e della Calabria non saranno eventi passeggeri, ma un assedio continuo della durata di due giorni. La pressione atmosferica così bassa vicino al centro del ciclone favorirà inoltre il fenomeno dello storm surge, un innalzamento del livello del mare che, sommato alle onde, rischia di sommergere i centri abitati costieri e distruggere le infrastrutture balneari e portuali con una forza d’urto senza precedenti.
Allerta Meteo: precipitazioni torrenziali per lo sbarramento orografico
Oltre al vento, il Mega-Ciclone Harry sta caricando l’atmosfera di una quantità enorme di umidità prelevata dalle acque del Mediterraneo, che risultano ancora molto cariche di energia. L’aria calda e umida, aspirata dal vortice, viene scagliata con estrema velocità verso le catene montuose del Sud. Qui entra in gioco l’effetto stau, ovvero il sollevamento forzato dell’aria contro i rilievi dell’Etna, dei Peloritani, dell’Aspromonte, delle Serre e della Sila. Questo sollevamento provoca la condensazione rapida del vapore e la generazione di nubi a sviluppo verticale capaci di scaricare accumuli pluviometrici vicini ai 300 o 400 millimetri in meno di ventiquattr’ore. E quindi il doppio nell’arco di due giorni. Si tratta di valori che normalmente cadrebbero in un intero anno, concentrati in un lasso di tempo brevissimo, aumentando esponenzialmente il rischio di dissesto idrogeologico e alluvioni lampo nei bacini idrografici più vulnerabili.
A questo dobbiamo aggiungere i fenomeni temporaleschi estremi, in risalita dalla Tunisia: questi colpiranno tutto il territorio nel percorso del Ciclone dal Nord Africa verso lo Jonio. Le mappe del modello MOLOCH del CNR con le precipitazioni previste per le prossime ore sono letteralmente catastrofiche. Vediamo innanzitutto le piogge previste per il pomeriggio-sera di oggi:
Domani, martedì 20, il maltempo si intensificherà sin dalle prime ore del mattino, specialmente nella Sicilia orientale e nella Calabria jonica meridionale, oltre a persistere con piogge torrenziali nella Sardegna tirrenica:
Ma sarà proprio nel pomeriggio-sera di domani, martedì 20 gennaio, che si scatenerà il flagello del Mega-Ciclone Harry con temporali violentissimi su tutta la Sicilia sud/orientale, in rapida risalita verso la Calabria. Avremo piogge alluvionali con venti impetuosi e mareggiate: il mix perfetto per pesanti eventi alluvionali, aggravati dalla furia del mare che non consentirà il regolare deflusso dei corsi d’acqua sullo Jonio. Per la Sicilia orientale, tra Catania e Siracusa, lo scenario è drammatico.
Allerta Meteo: nevicate abbondanti
Nonostante la natura ciclonica del sistema, l’interazione con l’Anticiclone Christian sta richiamando aria molto fredda di origine continentale dai Balcani verso il settore settentrionale della tempesta. Questo significa che, mentre le zone costiere saranno colpite da piogge torrenziali, l’Appennino meridionale e le zone interne della Sicilia verranno investite da nevicate di portata storica.
La quota neve subirà fluttuazioni importanti ma resterà relativamente bassa per il Sud, con accumuli che a quote medie potrebbero superare il metro e mezzo di spessore in poche ore. In Basilicata nevicherà anche sotto i 900 metri, in Calabria la quota neve oscillerà tra 900 e 1.300 metri tra il Pollino e l’Aspromonte. In Sicilia quota neve appena più alta, oltre i 1.400/1.500 metri. La combinazione di neve abbondante e venti tempestosi darà luogo a intense bufere di neve e blizzard che renderanno totalmente impossibile la circolazione stradale e provocheranno isolamenti prolungati nelle aree interne della Calabria e della Sicilia orientale, rendendo la giornata di domani una delle più critiche degli ultimi decenni.
Tutti i dettagli dal video con il bollettino meteo completo di oggi dal Canale YouTube di MeteoWeb:
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