L’inverno nordamericano non sembra intenzionato a concedere tregua. Dopo le recenti ondate di maltempo che hanno già messo a dura prova diverse regioni, le previsioni meteorologiche per l’ultimo weekend di gennaio delineano uno scenario di estrema criticità. Un potente “nor’easter“, ovvero una perturbazione proveniente da nord-est, sta rapidamente evolvendo in quello che i meteorologi definiscono tecnicamente un “bomb cyclone“. Questo fenomeno si verifica quando la pressione atmosferica precipita in modo drastico in meno di ventiquattr’ore, innescando una rapida intensificazione della tempesta che, per potenza dei venti, può essere paragonata a un uragano di categoria due.
Una morsa di gelo dal sud alla Nuova Inghilterra
L’impatto della tempesta sarà vasto e diversificato. Sebbene le grandi metropoli del corridoio interno, come Washington e New York, potrebbero essere risparmiate dal cuore delle nevicate più pesanti, non sfuggiranno a un abbassamento brutale delle temperature. L’aria artica, spinta verso sud da un’anomalia del vortice polare, farà crollare i termometri di oltre quindici gradi sotto la media stagionale. Le autorità avvertono che il vento gelido renderà le temperature percepite pericolose per la salute, rendendo difficile anche la semplice permanenza all’aperto. Sorprendentemente, il fronte freddo sarà così esteso da lambire persino la Florida, dove non si escludono rari fenomeni nevosi e temperature minime da record.
Allerta massima per le zone costiere e le Outer Banks
Le aree più colpite saranno quelle lungo la linea di costa, dalle Caroline fino al Massachusetts. In particolare, le Outer Banks della Carolina del Nord si preparano a subire l’assalto di onde imponenti e venti che potrebbero toccare i 130km/h. Il rischio di inondazioni costiere è elevatissimo, aggravato dalla concomitanza con cicli di marea particolarmente alta che potrebbero spingere l’acqua dell’oceano verso l’interno, minacciando abitazioni e infrastrutture già fragili. Per queste zone si prevedono condizioni di autentico blizzard, con visibilità ridotta a pochi metri e accumuli di neve che potrebbero superare i quindici centimetri in poche ore.
Una sfida logistica tra neve e ghiaccio
Oltre alla neve fresca, la preoccupazione principale per la protezione civile è la persistenza del ghiaccio. Le abbondanti precipitazioni delle settimane precedenti hanno già creato uno strato compatto e durissimo, soprannominato “snowcrete“, che le temperature polari di questo weekend renderanno impossibile da sciogliere. Questo strato di ghiaccio, combinato con i nuovi accumuli e i forti venti previsti, aumenta esponenzialmente il rischio di blackout elettrici dovuti alla caduta di alberi e pali della luce. Circa 190 milioni di persone sono attualmente sotto allerta meteo, un dato che sottolinea l’eccezionalità di un evento atmosferico che promette di paralizzare gran parte della costa atlantica fino all’inizio della prossima settimana.




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