Apple sceglie Google Gemini per la nuova Siri: arriva la reazione immediata di Elon Musk

I modelli Gemini diventeranno la base dell’Apple Intelligence, mentre ChatGPT resta integrato ma in un ruolo più “di supporto”

Apple (AAPL.O) utilizzerà i modelli di intelligenza artificiale Gemini di Google per alimentare la Siri rinnovata, attesa nel corso di quest’anno. L’intesa, annunciata lunedì, è un accordo pluriennale che rafforza l’alleanza tra i due colossi tecnologici nel pieno della corsa globale all’AI e rappresenta un importante successo strategico per Alphabet (GOOGL.O) nella competizione con OpenAI. Secondo Google, dopo un processo di selezione e comparazione tra diverse opzioni, Apple avrebbe stabilito che la tecnologia dell’azienda di Mountain View offre “la base più capace per gli Apple Foundation Models”. I modelli Gemini non serviranno soltanto per la nuova Siri, ma anche per sostenere future funzionalità di Apple Intelligence, ampliando il ruolo di Google nell’ecosistema Apple.

Un mercato enorme: oltre due miliardi di dispositivi Apple

Per Alphabet si tratta non solo di un riconoscimento tecnologico, ma anche di una conquista commerciale e di posizionamento: dopo aver già fornito parte dell’infrastruttura AI che anima le funzioni di “Galaxy AI” di Samsung, l’approdo in Siri consolida Gemini come uno degli standard di fatto nell’AI consumer.

I dettagli finanziari dell’intesa non sono stati divulgati, ma fonti e analisti ritengono che per Google l’operazione abbia un peso paragonabile a una “vittoria politica” sull’intero settore: Apple, azienda notoriamente prudente nel legarsi a fornitori esterni, sceglie di puntare su Gemini per la propria intelligenza di base.

OpenAI resta su iPhone, ma non al centro

La mossa arriva in un quadro già complesso: Apple, infatti, alla fine del 2024 aveva integrato ChatGPT nei propri dispositivi, consentendo a Siri di appoggiarsi al chatbot per rispondere a domande più articolate e complesse. All’epoca Apple aveva chiarito che non ci sarebbero state modifiche “sostanziali” all’integrazione, mentre OpenAI non aveva commentato le richieste di Reuters.

Ora però l’equilibrio sembra cambiare. Secondo Parth Talsania, CEO di Equisights Research, la decisione di Apple”sposta OpenAI in un ruolo più di supporto, con ChatGPT che rimane pensato per interrogazioni complesse e su base volontaria (opt-in), invece di essere lo strato di intelligenza predefinito”. In altre parole: ChatGPT rimane una risorsa preziosa per compiti specifici, ma il “motore principale” della nuova Siri sarà Gemini.

La reazione di Musk

Tra le reazioni più rumorose spicca quella di Elon Musk, CEO di Tesla, che su X ha definito l’intesa un rischio sistemico: “sembra una concentrazione di potere irragionevole per Google, considerando che hanno già Android e Chrome”. Il commento di Musk va letto anche alla luce del suo diretto interesse industriale: l’imprenditore ha fondato la società xAI, con l’obiettivo di competere contro i principali player del settore, investendo miliardi in infrastrutture e nello sviluppo di modelli fondamentali.