A margine della Conferenza di Presentazione del Documento Strategico sull’Artico, svoltasi oggi a Palazzo Madama, il Consiglio Nazionale delle Ricerche ha rivendicato il proprio ruolo nella nuova strategia italiana per la regione. “Voglio ringraziare il Vicepresidente del Consiglio e Ministro per gli Affari esteri e la cooperazione internazionale Antonio Tajani, il nostro Ministro dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini e il Ministro della Difesa Guido Crosetto per il pieno coinvolgimento del Consiglio Nazionale delle Ricerche nella nuova Strategia per l’Artico, presentata oggi a Villa Madama. La ricerca scientifica italiana vi risulta pienamente integrata, contribuendo in modo continuativo alla tutela e alla promozione dell’interesse nazionale nell’area. Grazie ad essa, l’Italia ha assunto nel tempo un ruolo di carattere pionieristico sui temi centrali dell’innovazione, dell’esplorazione e della collaborazione interdisciplinare, pilastri imprescindibili di uno sviluppo equilibrato e sostenibile”, ha detto Andrea Lenzi, Presidente del CNR, a margine della Conferenza di Presentazione del Documento Strategico sull’Artico.
“In tale contesto, il CNR opera da molti anni nell’Artico attraverso poli di eccellenza e consolidate interconnessioni con le reti della difesa, della sicurezza e della diplomazia scientifica. Voglio quindi ringraziare le ricercatrici e i ricercatori per il loro servizio, che contribuisce a rafforzare l’autorevolezza dell’Ente e il ruolo del Paese nel contesto internazionale”, ha proseguito Lenzi.
Petracchini: “Artico regione chiave per comprendere il cambiamento climatico”
Per Francesco Petracchini, direttore del Dipartimento scienze del sistema Terra e tecnologie per l’ambiente del CNR (Cnr-Dssta), “l’Artico è una regione chiave per comprendere il cambiamento climatico globale: le attività di ricerca che il Consiglio Nazionale delle Ricerche porta avanti in questa zona forniscono dati essenziali sia per progredire nella conoscenza, sia per supportare le politiche ambientali di oggi e di domani. Investire nell’Artico significa capire cosa succederà nella nostra “casa”, il nostro pianeta, e dotarsi degli strumenti più adeguati sul fronte della prevenzione climatica, della competitività scientifica e della sicurezza”.
Secondo Giuliana Panieri, Direttrice dell’Istituto di scienze polari del CNR (Cnr-Isp), “la regione artica è un gande laboratorio a cielo aperto il cui studio sempre più dipende da una forte collaborazione internazionale: da pochi giorni abbiamo inaugurato l’Ice Memory Sanctuary, risultato di uno sforzo che ha visto lavorare fianco a fianco ricercatori e ricercatrici di tutta Europa per salvaguardare gli archivi climatici glaciali del nostro pianeta. Un esempio di cooperazione in cui la condivisione di dati, infrastrutture e conoscenza scientifica contribuiscono a costruire fiducia tra i Paesi, e mantenere aperti canali di dialogo anche in contesti geopolitici complessi”.



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