Caso di aviaria, Bassetti: “prepariamoci con test rapidi, vaccini e farmaci”

Le parole di Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell'ospedale policlinico San Martino di Genova

“Ormai l’influenza aviaria non ha più nulla di aviario, potremmo ribattezzarla bovina, suina, felina, canina, di tutti i mammiferi. E’ un virus che ha fatto il giro del mondo qualche migliaia di volte. Oggi ci sono allevamenti colpiti in Europa, vuol dire che c’è stato un passaggio di specie continuo tra gli animali. Serve un approccio ‘One Health’ con infettivologi, virologi, veterinari, epidemiologi, tutti insieme per mettere a punto le tecniche per poter intercettare i casi e poi vaccini – che già si stanno sviluppando, ma vanno prodotti su larga scala – ma anche test diagnostici per l’uomo, rapidi e pronti da usare se ci dovesse essere la diffusione tra gli umani. E poi c’è il tema dei farmaci anti-aviaria. Non è lontana da noi, ma già tra noi, quindi è solo una questione di tempo rispetto alla trasmissione interumana”. Così all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova, commenta la scoperta in Olanda di anticorpi del virus dell’aviaria in una mucca. L’influenza aviaria non è mai stata dimostrata in precedenza nei bovini da latte in Europa.

“Tutto questo – chiosa Bassetti – nel momento in cui gli Usa si sfilano dall’Oms con prese di posizioni populiste da parte di Trump. Serve la scienza e non il populismo”.