“A differenza di altre calamità, questa, così come prevedevamo, nella sua specificità, ha colpito in maniera quasi uniforme direi potente tutta la costa jonica. Sono oltre 100 km quelli colpiti da Messina fino a Siracusa. Sono coste urbanizzate, coste in cui c’è una forte attività economica. Coste che, secondo gli studi, producono a ogni metro lineare o metro quadro un reddito notevole dove ci sono molte strutture”. Lo ha detto all’Adnkronos il capo della Protezione civile siciliana Salvo Cocina. “Ci sono stabilimenti balneari, ci sono attività ricettive, ristorative, ci passano anche i cavi della media tensione proprio qui, quindi così come prevedevamo uno scenario di danni veramente intenso – dice ancora Cocina che ieri ha accompagnato il ministro Nello Musumeci a Santa Teresa Riva (Messina) – La quantificazione de danni diretti ammonta ad almeno 740 milioni di euro, è la cifra che abbiamo consegnato al presidente della regione. E’ una cifra che sarà destinata ad aumentare”:
“Purtroppo abbiamo visto esercizi che non possono riaprire perché sono stati cancellati e quindi ci sarà da gestire questa fase che, ripeto, rispetto agli altre emergenze ha delle cifre almeno di 10 volte in ordine di grandezza superiore – aggiunge Cocina – ieri il governo ha stanziato una cifra di 70 milioni. Noi siamo abituati da altre emergenza con cifre di un ordine di grandezza 5 milioni 7 milioni ma sono soldi che andranno via subito. Bisogna ripulire giustamente le strade per attivare le fognature”.
“Poi ci sarà una seconda emergenza di ripristino e poi c’è la ricostruzione che è un problema ormai che si affronta – aggiunge Cocina – I danni più gravi sono a Santa Teresa Riva, così come era prevedibile. Questo evento meteo a differenza degli altri ha avuto una particolarità. La potenza si è concentrata sui lungomare da sotto Messina, che è stata risparmiata fino a capo Passero e poi girando per il Ragusano. E un po’ meno sul canale di Sicilia”.
“Questi territori non sono nuovi a questi episodi – aggiunge Cocina – l’anno scorso siamo stati qui a Santa Teresa, la peculiarità inoltre di questi territori è che sono stretti tra montagne e mare e purtroppo da un di vista urbanistico sono molto sacrificati. Interrompere questa viabilità che è diventata tutti gli effetti via principale, significa sovraccaricare, quasi ingolfare l’unica strada che è la statale. Quindi si pagano anche errori di pianificazione del passato e non avere previsto una strada a monte ad esempio. E abbiamo avuto casi appunto di automezzi, segnalazioni che non sono riusciti a passare perché c’è una situazione di traffico particolare”.
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