Cieli di fuoco, aurora boreale anche in Italia: “proiettile” di plasma colpisce la Terra in tempi record

Un "proiettile" di plasma scagliato dal Sole a 1.600 km/s ha travolto il nostro scudo magnetico. È l'evento più potente degli ultimi vent'anni: tra lo spettacolo delle luci boreali e il rischio di blackout tecnologici, ecco cosa sta succedendo

  • tempesta geomagentica aurora italia alpi
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Mentre parte del mondo dormiva, il Sole ha “ruggito” con una violenza che non si registrava da decenni. Una gigantesca espulsione di massa coronale (CME), un miliardo di tonnellate di particelle cariche, ha colpito il campo magnetico terrestre con un anticipo sorprendente rispetto alle previsioni. Il risultato? Una tempesta geomagnetica di classe G4 (severa) che ha tinto di rosso e viola i cieli di latitudini insolite, arrivando a farsi ammirare persino al Nord Italia.

Un viaggio record: 150 milioni di km in sole 25 ore

Tutto ha avuto inizio il 18 gennaio, quando la macchia solare AR4341 ha scatenato un brillamento di classe X1.9. Nella scala dei fenomeni solari, la classe “X” rappresenta l’intensità massima: un’esplosione di energia equivalente a milioni di bombe all’idrogeno. Ciò che ha reso questo evento eccezionale è stata la velocità della nube di plasma:

  • Velocità folle: la CME ha viaggiato a circa 1.660 km/s;
  • Tempi bruciati: mentre una tempesta solare comune impiega 3 o 4 giorni per raggiungerci, questo “mostro” ha attraversato lo Spazio in appena 25 ore;
  • Statistiche: secondo i dati del satellite SOHO (Solar and Heliospheric Observatory), la velocità di questo evento lo colloca nel top 2% dei fenomeni più veloci osservati negli ultimi 30 anni.

Lo spettacolo in Italia: l’Aurora valica le Alpi

Solitamente confinata al Circolo Polare, l’aurora boreale ha “bucato” il confine meridionale a causa dell’estrema compressione della magnetosfera. Nella notte tra il 19 e il 20 gennaio, testimonianze e scatti fotografici eccezionali sono giunti da tutto il Nord Italia: dal Piemonte al Trentino-Alto Adige al Veneto, passando per l’Emilia-Romagna, il cielo si è illuminato di verde, archi rossastri e striature violacee.

Si è trattato di un evento di SAR (Stable Auroral Red arcs) o di aurora vera e propria, visibile grazie alla potenza della tempesta che ha spinto l’ovale aurorale verso Sud, rendendo il fenomeno osservabile persino in Alabama e Arizona negli Stati Uniti.

Il “tasto Bz”: perché questa tempesta è così efficace?

Non tutte le eruzioni solari causano tempeste sulla Terra. Il segreto risiede nell’orientamento magnetico, chiamato dai fisici Bz.

  • Se il Bz​ è rivolto a Nord, lo scudo della Terra respinge l’energia solare;
  • Se il Bz​ è rivolto a Sud, come in questo caso, agisce come una “chiave nella toppa”: i campi magnetici si connettono e l’energia del Sole fluisce liberamente nella nostra atmosfera.

Rischi tecnologici: un fantasma dal 2003

L’attuale tempesta è stata paragonata alla celebre “Tempesta di Halloween” del 2003. In quell’occasione, i trasformatori elettrici in Sudafrica esplosero e la Svezia rimase al buio per ore. Al momento, sono stati segnalati:

  • Blackout radio (R3): forti interferenze nelle comunicazioni ad alta frequenza sopra le Americhe;
  • Problemi ai GPS: possibili errori di posizionamento per aerei e navi;
  • Stress alle reti elettriche: i gestori di rete in tutto il mondo sono in allerta per gestire i sovraccarichi indotti dalle correnti geomagnetiche.

È un evento raro, legato al picco di attività del ciclo solare. Sebbene abbiamo avuto un evento classe G5 nel 2024, la velocità e la dinamica di questa tempesta ci riportano indietro ai grandi eventi storici della fisica solare.

Cosa succede adesso

La tempesta perderà intensità nel corso della giornata odierna, ma il Sole è ufficialmente “sveglio”. Con il raggiungimento del massimo solare, eventi di questo tipo potrebbero ripetersi nei prossimi mesi. Gli esperti consigliano di tenere d’occhio il cielo anche nelle prossime ore: sebbene l’intensità stia calando, la coda della tempesta potrebbe riservare ancora qualche sorpresa luminosa.