Davos 2026: tra la geopolitica del WEF e il mito della “Montagna Incantata”

Dalla cura della tubercolosi ai 270 km di piste, fino al summit che decide il futuro del mondo: guida alla città più alta delle Alpi

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Da isolato villaggio di montagna a centro di cura, da località sciistica d’élite a teatro della diplomazia mondiale. In questi giorni la città svizzera di Davos ospita la 56esima edizione del World Economic Forum (WEF), uno dei principali summit globali che vede protagonisti circa 3.000 leader mondiali, tra cui 60 capi di Stato. Sono molti i temi caldi sul tavolo di questa edizione, dal titolo “A Spirit of Dialogue”, dalle tensioni causate dalle politiche di “America First” degli Stati Uniti di Donald Trump, con la Groenlandia al centro del dibattito, alle sfide tecnologiche e ambientali del futuro. Ma oltre ai vertici politici, Davos è una delle località alpine più suggestive d’Europa con alle spalle quasi due secoli di notorietà.

Geografia della città più alta d’Europa

La città di Davos è situata nel cuore delle Alpi svizzere, nel Canton Grigioni (Graubünden), parte della regione Prettigovia/Davos. Vanta il primato di città più alta delle Alpi, nonché d’Europa: sebbene il centro abitato si trovi a 1.560 metri sul livello del mare, infatti, l’altitudine dell’intera municipalità varia dai 1.500 ai 2.900 metri di altitudine, comprendendo anche le vicine cime di Weissfluh e Piz Linard, rispettivamente alte 2.843 e 3.410 metri. La città si estende nella Valle della Landwasser, attraversata dall’omonimo fiume e dominata dal Passo del Wolfgang. A Nord-Est del centro abitato si trova il Lago di Davos, un bacino naturale alimentato da torrenti di montagna, sfruttato anche come serbatoio idroelettrico. La divisione della città ne racconta la storia: in alto si trova il Davos Dorf, il villaggio originario, mentre più a valle c’è la parte più moderna della città, Davos Platz.

Davos centro climatico: la cura Spengler e Thomas Mann

Oggi Davos è conosciuta principalmente per gli sport invernali e come teatro di uno dei più importanti summit globali, ma la sua fama risale già al XIX secolo quando da anonimo e isolato villaggio di montagna si trasformò in centro climatico per la cura delle malattie respiratorie. Nonostante l’altitudine, infatti, la regione gode di un microclima continentale subartico, con aria fredda e secca ma molte ore di sole, una combinazione ideale, come scoperto dal medico svizzero Alexander Spengler, per trattare la tubercolosi. Nato in Germania nel 1827, Spengler arrivò in Svizzera come rifugiato politico; dopo aver studiato medicina a Zurigo, nel 1853 si trasferì a Davos in qualità di medico condotto e qui, osservando lo stato di salute degli abitanti, studiò e negli anni perfezionò un trattamento per la tubercolosi, ai tempi causa di oltre un terzo delle morti in Europa. La cura ideata da Spengler prevedeva il soggiorno in alta montagna durante l’inverno, quando l’aria è fredda e rarefatta, lunghe passeggiate, docce gelate e una rigida alimentazione fatta soprattutto di latte e cibi nutrienti. Inizialmente il trattamento venne osteggiato da molti dei suoi colleghi medici (che ai malati di tubercolosi con le necessarie risorse economiche consigliavano per lo più di soggiornare in località mediterranee, a Sud), ma le prime notizie di successo del metodo Spengler cominciarono a circolare, attirando negli anni sempre più pazienti, nonché investitori. Tra questi c’era l’imprenditore olandese Willem Jan Holsboer che, arrivato a Davos, fece costruire il primo grande stabilimento terapeutico, il Curhaus Holsboer-Spengler, una linea ferroviaria che collegava Davos a Landquart e, a cavallo del secolo, il famoso Sanatorio Schatzalp. Diventato nel 1953 Berghotel (hotel di montagna) Schatzalp, il primo sanatorio di Davos venne progettato dagli architetti di Zurigo Otto Pfleghard e Max Haefeli, esponenti dell’Art Nouveau e ancora oggi ricordate come figure chiave dello sviluppo dell’architettura moderna in Svizzera, e inaugurato il 21 dicembre del 1900. L’ex sanatorio Schatzalp, a cui si può accedere ancora oggi con la funicolare Schatzalp da Davos Platz, è celebre non solo come primo di molti, ma anche per aver ispirato “La montagna incantata” di Thomas Mann, uno dei capisaldi della letteratura europea novecentesca.

Dalle cronache di Conan Doyle allo sci moderno

Se Mann raccontò la Davos delle cure per la tubercolosi, fu un altro scrittore a rendere la città svizzera una celebre meta sciistica. Alla fine dell’Ottocento, infatti, il britannico Sir Arthur Conan Doyle (padre letterario di Sherlock Holmes), in città insieme alla moglie Louise, malata di tubercolosi, si dedicò allo sci insieme ai pionieri locali Tobias e Johannes Branger e nel 1894 scrisse un articolo per il magazine “Strand Magazine” raccontando la sua storica escursione sciistica da Davos ad Arosa attraverso il passo Maienfelder Furka. Mentre la medicina progrediva e la mortalità della tubercolosi diminuiva, anche grazie ai racconti di Arthur Conan Doyle, Davos mantenne la sua fama mondiale, trasformandosi da luogo di cura d’elezione a principale meta sciistica d’Europa. Oggi Davos è una delle mete per lo sci più ampie e variegate della Svizzera, contando oltre 270 chilometri di piste e circa 50 impianti di risalita. Il principale comprensorio è quello di Davos Klosters Mountains, a sua volta diviso in cinque aree con specifiche caratteristiche in grado di accontentare tutte le tipologie di visitatori. L’area più conosciuta è forse quella di Parsenn, nota per le lunghe discese, tra cui la Nostalgia Run, 12 chilometri dalla cima Weissfluh fino a Küblis, e ampie piste ideali per il carving, una tecnica di sci alpino introdotta con gli sci moderni “sciancrati” grazie ai quali si possono eseguire curve pulite e precise “tagliando” la neve senza sbandare (da cui il nome “carving”, dall’inglese “intagliare”). L’area di Jakobshorn, con il suo snowpark Jatz Park, un halfpipe (rampa per lo snowboarding) e numerosi rifugi con terrazze, è conosciuta come la “montagna dei freestyler”. I principianti, invece, preferiscono le aree di Rinerhorn e Madrisa, con piste meno affollate e orientate alle famiglie. La località di Pischa è specializzata in attività alternative allo sci come il freeride guidato, le escursioni con le ciaspole e il fatbike, mentre chi preferisce un contesto storico può rivolgersi all’area di Schatzalp, la “montagna lenta”.

Perché scegliere Davos: neve garantita e snowfarming

Davos è una delle mete sciistiche più note al mondo grazie a una posizione geografica ideale, e non solo. Oltre alla varietà delle piste e all’estensione del comprensorio sciistico, la località gode di un innevamento molto affidabile. L’80% delle piste si trova a oltre 2.000 metri di altitudine, garantendo una stagione invernale lunga, indicativamente da inizio dicembre a metà aprile, mentre alcune piste da fondo vengono aperte stagionalmente già a fine ottobre grazie allo snowfarming, la conservazione della neve, indipendentemente dalle precipitazioni. Nonostante la sua fama tra gli sciatori esperti, Davos attira molti principianti grazie alle numerose scuole sci di Madrisa, Bünda e Bolgen che vantano alcuni dei migliori istruttori del contesto europeo. Infine, a differenza di molti villaggi alpini, va ricordato che Davos è una città di oltre 280 chilometri quadrati e con oltre 10.800 abitanti e offre una variegata offerta urbana, tra impianti e strutture all’avanguardia, varietà di alloggi, centri benessere e una vivace vita notturna e di après-ski. Ospita, inoltre, eventi di portata mondiale, come il già citato World Economic Forum a gennaio, ma anche eventi sportivi storici, come la Coppa Spengler. Inaugurata nel 1923 da Carl Spengler, figlio di Alexander Spengler, la Coppa Spengler è uno storico torneo internazionale per club di hockey sul ghiaccio che si svolge ogni dicembre nella Vaillant Arena, casa dell’HC Davos. Tra fine gennaio e inizio febbraio, invece, ha luogo la Backcountry Weeks, una serie di festival ed eventi dedicati allo sci fuori pista e alla sicurezza sulla neve.

Estate a Davos: trekking e trail running

Scioltasi la neve e chiusa ufficialmente la stagione invernale, la città di Davos mantiene il suo appeal anche durante l’estate come meta montana d’elezione per escursionismo e attività outdoor. La regione vanta infatti oltre 700 chilometri di sentieri segnalati per il trekking che attraversano paesaggi alpini, boschi e pascoli, nonché numerosi percorsi per la mountain bike, mentre il Lago di Davos attira gli appassionati di sport acquatici come vela, surf, windsurf e stand-up paddling. Nei mesi più caldi, in ambito sportivo, gli eventi più attesi sono il Davos X-Trails in programma a luglio, considerata la competizione di trail running più spettacolare delle Alpi, e la tappa d’agosto della Swiss Epic, una gara a tappe per mountain bike che attraversa le montagne dei Grigioni. Dalle pagine della letteratura ai tavoli della geopolitica mondiale, dopo due secoli la svizzera Davos continua a essere il palcoscenico per una umanità alla ricerca di una cura, sotto lo sguardo immobile e millenario delle Alpi.