Turismo, innovazione, impresa, sostenibilità: dalla sua posizione strategica sul Golfo Persico, Dubai diventa il centro del mondo. Anche nel 2026, infatti, l’Emirato si attesta come una delle mete turistiche e commerciali più rilevanti a livello globale, mantenendo la sua storia mentre si trasforma in una metropoli futuristica, senza lasciare indietro innovazione e sostenibilità, come dimostra il titolo di “Città sostenibile leader al mondo” dei World Sustainable Travel & Hospitality Awards. Proprio a Dubai, lo scorso 29 gennaio, il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella ha incontrato una rappresentanza delle realtà imprenditoriali italiane più attive negli Emirati. Durante la tre giorni negli Emirati Arabi, il Capo dello Stato ha incontrato anche lo Sceicco di Dubai Mohammed bin Rashid Al Maktoum, una conferma dei forti rapporti bilaterali Italia-Emirati. E sempre a Dubai, come ogni anno, si terrà dal 3 al 5 febbraio il World Governments Summit: la piattaforma che delinea i governi del futuro.
Geografia ed origini: l’anima doppia tra il Creek e il deserto rosso
La città di Dubai sorge su una costa piatta e sabbiosa sul Sud-Est del Golfo Persico, nella Penisola arabica, una posizione strategica tra l’Asia Meridionale e l’Africa Orientale. L’insenatura naturale del Dubai Creek (o Khor Dubai), lunga circa 15 chilometri, divide la città storica nei quartieri di Deira e Bur Dubai. Questa insenatura è considerata il luogo di nascita di Dubai, dove nel 1833 si stabilirono circa 800 membri della tribù Bani Yas. L’Emirato confina a Sud con l’Emirato di Abu Dhabi, a Nord-Est con l’Emirato di Sharjah e a Sud-Est con il Sultanato dell’Oman. La quasi totalità dell’Emirato è caratterizzata dal deserto sabbioso con distese di sabbia fine e bianca vicina alla costa che, man mano che ci si sposta verso l’interno, diventa di colore rosso per la presenza di ossido di ferro. A Est, al confine con l’Oman, sorgono le Montagne di Hajar (o Al Hajar), con vette che raggiungono i 1.300 metri. Qui, durante le rare piogge invernali, si formano i cosiddetti wadi, letti di fiumi stagionali. Sulle Montagne di Hajar, a circa 135 chilometri da Dubai, si trova l’exclave di Hatta, ceduta dal Sultano di Muscat e Oman allo sceicco Rashid I Maktoum alla fine del XIX secolo. Pur non avendo confini diretti con il resto dell’Emirato di Dubai, essendo circondata da Sharjah, Ajman, Ras Al Khaimah e l’Oman, Hatta è considerata la “capitale dell’avventura” di Dubai, laddove il Dubai Creek ne rappresenta il cuore storico. La fascia costiera, il deserto sabbioso e le Montagne di Hajar sono i tre principali ecosistemi dell’Emirato di Dubai.
Land Reclamation: la sfida ingegneristica per ridisegnare la costa
Negli ultimi anni la geografia costiera di Dubai è stata radicalmente rivoluzionata dalle attività di bonifica delle terre, o land reclamation (il dragaggio di sabbia dal fondo marino), e la costruzione di numerosi arcipelaghi artificiali, uno dei progetti ingegneristici più ambiziosi al mondo. Le isole di questi arcipelaghi artificiali sono state costruite utilizzando esclusivamente sabbia e rocce, evitando cemento e acciaio, e in particolare la sabbia dragata dal Golfo Persico (preferita alla sabbia del deserto perché troppo liscia e fine a causa del vento e, quindi, soggetta a erosione), posizionata con precisione millimetrica grazie alle tecnologie satellitari. L’obiettivo del land reclamation è quello di aggiungere oltre 520 chilometri di nuova costa. Il piano è stato accompagnato da ulteriori progetti per mitigare l’impatto delle costruzioni sull’ecosistema marino e creare nuove barriere coralline artificiali, come il Dubai Reef. L’arcipelago di Palm Jumeirah, che come dice il suo nome ricorda una palma, è l’unico al momento completato e densamente abitato: è formato da un tronco centrale, 17 rami residenziali e un frangiflutti a mezzaluna di 11 chilometri. Il Palm Jebel Ali, che nelle intenzioni sarà grande il doppio rispetto a Palm Jumeirah, è al momento oggetto di importanti lavori infrastrutturali che riguardano strade e sottostazioni elettriche, e si ipotizza la sua popolazione a partire dal 2027. La struttura di sabbia del The World, 300 isole che riproducono il planisfero terrestre, è stata completata ma lo sviluppo edilizio è ancora limitato. Al contrario, le cinque isole delle Dubai Islands (ex Deira Islands), a Nord della città, puntano entro il 2026 a diventare il nuovo hub per il turismo extra-lusso e residenziale dell’Emirato.
Hatta: trekking e adrenalina sulle Montagne di Hajar
L’exclave di Hatta, sulle Montagne di Hajar, è considerata la “capitale dell’avventura” di Dubai. Distante solo 135 chilometri dalla città e raggiungibile in 90 minuti in auto o con l’autobus pubblico Hatta Express dal Dubai Mall Bus Station, Hatta offre numerose attività outdoor. Dal Hatta Wadi Hub partono diversi percorsi escursionistici ad anello per le montagne, codificati per colore (green, blue, red e black). Uno dei più famosi è il percorso per il cartello Hatta, simile a quello di Hollywood, lungo circa 7 chilometri andata e ritorno con vista sulla diga di Hatta e sulla città. L’Hatta Mountain Trail, invece, si estende per circa 15 chilometri e attraversa la diga e l’antico villaggio, è percorribile anche in mountain bike. Infine, il Black Trail, dedicato ad escursionisti esperti, porta alle vette più impervie della catena dell’Hajar, tra cui l’Um Alnosoor, alto circa 1.300 metri sopra il livello del mare. Oltre ai sentieri escursionistici, Hatta offre attività come mountain bike, kayak e canottaggio sulla diga di Hatta, tiro con l’arco e zipline. La più famosa è la Twin Zipline che permette a due persone di scendere contemporaneamente su cavi paralleli: il “volo” dura 350 metri, parte dalla cima di una collina plana direttamente nel cuore del centro attività, offrendo una vista panoramica sulle montagne Hajar. Ci sono poi la Zig Zag Zipline, con un percorso più dinamico, la 45 Degree Zipline, con una pendenza più accentuata e maggiore velocità, il Free Fall (salto nel vuoto) e la High Ropes Course, un’altalena gigante di 12 metri. Anche il deserto offre esperienze uniche come il dune bashing (la guida acrobatica sulle dune), le escursioni a dorso di cammello e i Safari nel deserto.
Oltre il lusso: architettura futuristica e cultura nell’Emirato
Tra lusso sfrenato, architettura futuristica ed esperienze culturali, non è un caso che Dubai rappresenti la meta turistica del futuro. Qui si trovano l’edificio più alto del mondo, il Burj Khalifa con i suoi 828 metri d’altezza, e altre attrazioni ormai iconiche, come la Dubai Fountain, ai piedi del Burj Khalifa, il Museum of the Future e il Dubai Frame, una struttura architettonica alta 150 metri che divide la città “vecchia” dalla parte “nuova”. Nella zona storica di Dubai si possono visitare l’Al Shindagha Museum e il Al Bastakiya District, dove scoprire l’eredità della pesca delle perle, o prendere un abra (un taxi acqueo tradizionale del Dubai Creek) per visitare i Souk dell’Oro e delle Spezie a Deira. Infine, Dubai si attesta come una delle migliori destinazioni per lo shopping high-end, con il centro commerciale più grande del mondo, il Dubai Mall, ma anche per il divertimento, tra il Dubai Aquarium and Underwater Zoo, la pista di pattinaggio sul ghiaccio, il più grande parco a tema al coperto del mondo (l’IMG Worlds of Adventure) e il Wild Wadi Water Park.
Dubai 2026: un calendario globale tra sport, arte e Ramadan
A confermare l’ascesa di Dubai nel contesto globale ci pensa anche il fitto calendario di eventi internazionali che l’Emirato ospita annualmente, tra sport, lifestyle e business. Il 1° febbraio avrà luogo, lungo Jumeirah Beach, la Dubai Marathon, una delle gare podistiche più veloci al mondo. Sempre a febbraio, dal 3 al 5, nella Coca-Cola Arena il Dubai Basketball sfiderà colossi europei come Olympiacos e Real Madrid per la Euroleague Basketball e, tra il 15 e il 28, il Dubai Duty Free Stadium accoglierà i campioni del circuito ATP e WTA per il Dubai Duty Free Tennis Championships. Infine, il 28 marzo si celebrerà la 30esima edizione della Dubai World Cup al Meydan Racecourse, una delle corse ippiche più prestigiose al mondo. Nell’ambito della cultura e del lifestyle, mentre prosegue fino a metà febbraio il Dubai Shopping Festival, dal 31 gennaio al 9 febbraio il quartiere storico di Al Shindagha si trasformerà in una galleria d’arte a cielo aperto per il Sikka Art & Design Festival, con artisti locali e regionali ad esporre le proprie creazioni. Dal 1° al 6 febbraio oltre 25 brand internazionali parteciperanno alla Dubai Fashion Week, in tempo per l’inizio del mese sacro, il Ramadan, il 17 febbraio, quando il ritmo della città cambia, calmo di giorno e vibrante di notte, con i suoi mercati notturni e gli Iftar cerimoniali (cene di rottura del digiuno). Da non dimenticare, poi, che Dubai ospita alcuni degli eventi dedicati al mondo dell’imprenditoria più importanti del mondo. Oggi, 30 gennaio, si chiude al Dubai World Trade Centre la Gulfood Dubai, la fiera leader mondiale per il settore food & beverage, ma dal 9 al 13 febbraio si terrà la World Health Expo (WHX) dedicato alla sanità globale e, dal 19 febbraio al 23 marzo, il Dubai Harbour ospiterà yacht e innovazioni marittime per il Dubai International Boat Show.
World Governments Summit: a Dubai si disegnano i governi del futuro
Dal 3 al 5 febbraio si svolgerà, presso il Madinat Jumeirah, il World Governments Summit (WSG), un vertice globale ospitato annualmente da Dubai e concepito come luogo di scambio di conoscenze e idee che puntino a ispirare e rafforzare la governance futura, come indica anche il tema di quest’anno, “Shaping Future Governments” (Plasmare i governi del futuro). Al centro del summit ci sono la cooperazione internazionale e la collaborazione volta a identificare soluzioni innovative alle sfide globali che caratterizzano l’era in cui viviamo, fatta di instabilità e cambiamenti repentini. All’edizione del 2026 sono previsti 6.250 partecipanti (la partecipazione più ampia nella storia del summit, fondato nel 2013 sotto la guida dello Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum), tra cui oltre 45 capi di Stato e di governo, oltre 500 ministri e 80 organizzazioni internazionali e regionali. Con 445 sessioni e 25 forum globali specializzati, tra i relatori confermati nel 2026 fanno parte anche figure di spicco del contesto globale come la Direttrice Generale del Fondo Monetario Internazionale (FMI) Kristalina Georgieva, il Primo Ministro del Regno di Spagna Pedro Sánchez, il Presidente della Confederazione Svizzera Guy Parmelin, il Presidente del Gruppo della Banca Mondiale Ajaypal Banga, nonché i vincitori di alcuni premi scientifici, inclusi premi Nobel. Non solo eccessi e record verticali, nel 2026 Dubai diventa e si conferma un laboratorio a cielo aperto dove diplomazia internazionale e sostenibilità si incontrano. Nel cuore del deserto, si piantano i semi del cambiamento globale.






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