Potrebbe essere già stata individuata la futura “Grande Cometa del 2026“. A meno di 2 settimane dall’inizio del nuovo anno, gli astronomi stanno puntando i riflettori su C/2025 R3 (PanSTARRS), una cometa di lungo periodo scoperta l’8 settembre 2025 che nei prossimi mesi si avvicinerà sia al Sole sia alla Terra, con la concreta possibilità di diventare visibile anche senza strumenti ottici. La scoperta è avvenuta grazie al Panoramic Survey Telescope and Rapid Response System (Pan-STARRS), un sistema di telescopi riflettori situati sul vulcano Haleakalā, alle Hawaii. Attualmente la cometa si trova a circa 348 milioni di km dalla Terra, in una regione dello Spazio compresa tra le orbite di Marte e Giove, ma sta rapidamente accelerando verso il Sistema Solare interno.
Un messaggero dalle periferie del Sistema solare
C/2025 R3 è classificata come cometa di lungo periodo: il suo tempo di rivoluzione attorno al Sole supera probabilmente i mille anni. Gli astronomi ritengono che provenga dalla nube di Oort, un vasto serbatoio di corpi ghiacciati ai confini del Sistema solare. Non è ancora possibile ricostruire con precisione la sua orbita, ma casi simili osservati in passato suggeriscono che potrebbe non essere passata vicino alla Terra da decine di migliaia di anni.
Il momento chiave del suo viaggio sarà il 20 aprile 2026, quando raggiungerà il perielio, cioè il punto di massima vicinanza al Sole, passando a circa 76 milioni di km dalla nostra stella, tra le orbite di Mercurio e Venere. Solo una settimana dopo, il 27 aprile, la cometa effettuerà il suo massimo avvicinamento alla Terra, a circa 70,8 milioni di km: una distanza di sicurezza, oltre 180 volte superiore a quella che ci separa dalla Luna.
Quanto sarà luminosa?
Il grande interrogativo riguarda la luminosità. Le stime attuali sono discordanti: secondo alcuni modelli, la cometa potrebbe raggiungere una magnitudine apparente 8, rendendosi visibile solo con telescopi o binocoli. Altri calcoli, più ottimistici, indicano invece una possibile magnitudine 2,5, sufficiente per osservarla chiaramente a occhio nudo (la scala delle magnitudini è inversa: numeri più bassi indicano oggetti più luminosi).
La luminosità dipenderà da diversi fattori, tra cui il comportamento del nucleo ghiacciato sotto l’intensa radiazione solare. Avvicinandosi al Sole, le comete liberano gas e polveri che riflettono la luce, formando la tipica chioma e la coda. Un ruolo cruciale potrebbe essere giocato anche dal forward scattering, un effetto ottico che si verifica quando la cometa si trova tra la Terra e il Sole: in questa configurazione, la coda può diffondere più luce verso di noi, aumentando sensibilmente la brillantezza apparente.
Quando e dove osservarla
Il periodo migliore per tentare l’osservazione sarà intorno al 17 aprile, poco prima del perielio, quando la presenza della Luna nuova renderà il cielo notturno più buio. In seguito, durante il massimo avvicinamento alla Terra, la cometa potrebbe risultare parzialmente nascosta dalla luce solare. Gli osservatori dell’Emisfero Sud potrebbero però avere una seconda opportunità all’inizio di maggio.
Durante il passaggio ravvicinato, C/2025 R3 si troverà nella costellazione dei Pesci, appena sotto il celebre Grande Quadrato di Pegaso, una regione del cielo relativamente facile da individuare per gli appassionati.
La prossima “Grande Cometa”?
Negli ultimi anni il cielo ha regalato spettacoli notevoli, dalla “cometa del diavolo” 12P/Pons-Brooks alla Tsuchinshan-ATLAS, definita “irripetibile”, fino alle luminose Lemmon e SWAN. Nel 2025 ha fatto parlare di sé anche la cometa interstellare 3I/ATLAS, al centro di fantasiose teorie, ora in rapido allontanamento dal Sistema Solare.
Per il 2026, al momento, non sono previsti altri passaggi cometari di rilievo. Ciò ha alimentato l’idea che C/2025 R3 (PanSTARRS) possa meritare il titolo di “Grande Cometa dell’anno”, un’espressione informale usata per indicare la cometa più spettacolare di una stagione. Resta però una certezza dell’astronomia: il cielo può sempre sorprendere, e una nuova, ancora più brillante visitatrice potrebbe essere scoperta nei prossimi mesi.


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