Alle 19:00 una nuova eruzione dell’Etna ha improvvisamente catturato l’attenzione dei residenti e degli osservatori, destando grande scalpore soprattutto per un elemento anomalo: l’attività si è manifestata a una quota insolitamente bassa, un dettaglio che ha aumentato preoccupazione e curiosità nelle aree circostanti. Le prime immagini mostravano chiaramente fenomeni effusivi ben visibili anche a distanza, rompendo la quiete della serata. La conferma è arrivata subito dopo attraverso un comunicato ufficiale. “L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che a partire dalle 16:30 UTC circa dalle telecamere di sorveglianza si osserva attività effusiva all’interno della Valle del Bove in corrispondenza della parete nord-occidentale. Sono in corso rilievi da parte di personale INGV. Continua l’attività esplosiva al Cratere Bocca Nuova con modeste emissioni di cenere che si disperdono rapidamente in area sommitale. Dal punto di vista sismico l’ampiezza media del tremore vulcanico si attesta attualmente nella fascia dei valori medi.
La localizzazione del centroide delle sorgenti del tremore vulcanico non è attualmente disponibile per motivi tecnici. L’ultima localizzazione disponibile alle ore 14:15 UTC di giorno 31 dicembre 2025 mostrava il centroide permanere in un’area leggermente a NW del Cratere di Nord-Est ad una elevazione di circa 2800 – 3000 m s.l.m. L’attività infrasonica risulta attualmente bassa sia nel tasso di accadimento che nell’energia degli eventi che risultano localizzati principalmente in prossimità del cratere Voragine. Le stazioni tilt e GNSS disponibili non mostrano variazioni significative”.








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