“Ormai i fronti lavici stanno fermi e si stanno raffreddando, il tempo è peggiorato e peggiorerà ancora. Ecco un breve requiem dopo questi giorni di follia ed idiozia. Lo scrivo non in veste di vulcanologo dell’INGV, ma da privato“: è quanto si legge in un post del vulcanologo INGV Boris Behncke, commentando le ordinanze emesse dopo gli ultimi fenomeni eruttivi. L’esperto prosegue: “Tra tutte le eruzioni dell’Etna di questi ultimi anni, non ce n’è stata una altrettanto innocua, simpatica e poco pericolosa. Non so che diavolo ha preso chi ha considerato utile rilasciare queste ordinanze, in un territorio che avrebbe bisogno di ben altri interventi per fare un servizio alla comunità e a questo ambiente che ci ospita e che ci nutre. Ho già saputo di diverse persone che avevano intenzione di visitare l’Etna e hanno deciso di non farlo quando hanno compreso la situazione. Risultato di decisioni poco ponderate, governate da pigrizia e paura di prendersi responsabilità“.
“Ma quasi tutto è già stato detto, ora sta a tutti noi a lavorare per soluzioni migliori in futuro, perché questa eruzione e la risposta delle autorità non si trasformi in un lutto. Lutto per la libertà di esplorare, conoscere e godersi la montagna che ha creato e ancora sta creando la terra dove viviamo, il più fantasioso, versatile e affascinante vulcano su questo pianeta“, conclude Behncke.



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