Il dibattito internazionale riguardante il futuro della Groenlandia e l’interesse manifestato dagli Stati Uniti per l’isola artica ha suscitato, nel corso del tempo, diverse reazioni tra i leader mondiali. In un recente intervento, il Presidente russo Vladimir Putin ha offerto una prospettiva che mescola distacco diplomatico e analisi storica, evidenziando come simili dinamiche territoriali abbiano radici profonde nei rapporti tra Russia e USA. Aprendo la sua riflessione, il leader del Cremlino ha voluto sottolineare una posizione di neutralità strategica rispetto alle dinamiche che coinvolgono direttamente l’Europa e Washington. Egli ha infatti dichiarato: “Per quanto riguarda la Groenlandia… beh, questo non ci riguarda affatto: cosa succederà alla Groenlandia“.
Tuttavia, nonostante l’apparente disinteresse per gli esiti politici della vicenda, Putin ha richiamato alla memoria un precedente fondamentale che vede proprio la Russia protagonista di un’operazione di compravendita territoriale con gli Stati Uniti. Il Presidente ha ricordato che “abbiamo esperienza nella risoluzione di problemi simili con gli Stati Uniti nel XIX secolo, credo nel 1867. Come sappiamo, la Russia vendette l’Alaska e gli Stati Uniti la comprarono da noi“.
L’analisi si è poi spostata su un piano squisitamente tecnico ed economico, confrontando le dimensioni geografiche e i valori monetari dell’epoca con quelli attuali. Putin ha fornito dettagli precisi sottolineando che “se la memoria non mi inganna, la superficie dell’Alaska è di circa 1.717.000 chilometri quadrati, forse anche di più. E gli Stati Uniti hanno acquistato l’Alaska per 7,2 milioni di dollari.” Per rendere il paragone più aderente alla realtà finanziaria contemporanea, il Presidente russo ha proposto un calcolo basato sulla rivalutazione della moneta, osservando che “ai prezzi odierni, tenendo conto dell’inflazione registrata in tutti questi decenni, tale importo ammonterebbe a circa 158 milioni di dollari.”
Infine, applicando queste proporzioni alla Groenlandia, Putin ha tracciato una stima ipotetica del valore dell’isola danese. Egli ha osservato che “la superficie della Groenlandia è leggermente più grande: circa 2.166.000 chilometri quadrati, forse anche un po’ di più. Si tratta di una differenza di circa 450.000 chilometri quadrati.” Arrivando alla conclusione del suo ragionamento matematico e provocatorio, ha affermato che “quindi, se si confronta questo con il costo dell’acquisto dell’Alaska da parte degli Stati Uniti, il prezzo della Groenlandia si aggirerebbe tra i 200 e i 250 milioni di dollari.”


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?