Oggi, 30 gennaio 2026, ricorre il 62° anniversario del lancio di Ranger 6, una delle missioni più temerarie della prima esplorazione lunare. Partita dalla Florida il 30 gennaio 1964, la sonda della NASA aveva un obiettivo chiaro e rischioso: avvicinarsi alla Luna, trasmettere immagini ravvicinate grazie a sofisticate telecamere e infine schiantarsi sulla superficie del satellite. Il piano, però, non andò come previsto. Durante la fase finale dell’avvicinamento, le telecamere di Ranger 6 non si attivarono, probabilmente a causa di un guasto elettrico. Il 2 febbraio 1964 la sonda colpì la Luna senza aver inviato neppure una fotografia. Un duro colpo per la NASA, che all’epoca era sotto forte pressione nella competizione tecnologica con l’Unione Sovietica.
Eppure, anche dai fallimenti nascono i progressi. Ranger 6 fornì dati preziosi sul volo e sulle manovre di avvicinamento, contribuendo a migliorare le missioni successive. Le sonde Ranger 7, 8 e 9, lanciate poco dopo, riuscirono infatti a trasmettere immagini dettagliatissime della superficie lunare.
Quel “tuffo” mancato di Ranger 6 fu un passo silenzioso ma fondamentale verso un traguardo storico: lo sbarco dell’uomo sulla Luna, solo 5 anni più tardi.


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