Ricorre oggi, 9 gennaio 2026, l’anniversario di uno degli eventi più tragici della storia italiana: il terremoto della Val di Noto del 1693. Nella sera del 9 gennaio, intorno alle 21, una violenta scossa colpì la Sicilia orientale con epicentro tra Melilli e Sortino. Fu solo l’inizio di una sequenza sismica devastante che avrebbe raggiunto il suo apice due giorni dopo, l’11 gennaio, con un sisma di magnitudo momento stimata in 7.3, il più forte mai registrato sul territorio italiano. L’evento principale rase al suolo intere città, da Catania a Ragusa, da Siracusa a Modica, causando circa 60mila vittime secondo le stime più condivise. A Catania morì quasi l’80% della popolazione. Alla distruzione seguì anche un maremoto che colpì le coste ioniche e lo Stretto di Messina, amplificando ulteriormente la tragedia.
Oltre alla perdita di vite umane, il sisma cancellò un patrimonio artistico e religioso inestimabile: centinaia di chiese, monasteri e interi centri abitati furono distrutti. Dalle macerie nacque però una nuova identità urbana: la ricostruzione in stile barocco ha dato forma a molte delle città oggi patrimonio dell’UNESCO.


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