Il Capodanno registrato dalle stazioni sismiche dell’INGV

Nel segnale dell’accelerometro RDP (collocato nel Museo Geofisico di  Rocca di Papa – RM), sono sono chiaramente visibili i tradizionali fuochi d’artificio che ha segnato il passaggio al 2026

“Siamo entrati nel 2026. Anche quest’anno, la Rete Sismica Nazionale gestita dall’INGV ha registrato i festeggiamenti a cavallo della mezzanotte in diverse delle stazioni sismiche. Nell’immagine abbiamo selezionato il segnale dell’accelerometro RDP (collocato nel Museo Geofisico di  Rocca di Papa – RM), dove sono sono chiaramente visibili i tradizionali fuochi d’artificio (anche qualche minuto prima della mezzanotte a dire il vero)”. Lo riporta un articolo pubblicato sul blog INGVterremoti. “L’immagine è composta nella parte inferiore da un classico sismogramma che rappresenta l’accelerazione del suolo due minuti prima della mezzanotte e fino a 5 minuti dopo. Nella parte superiore, lo stesso segnale è visualizzato come spettrogramma, che mostra quando e a quali frequenze la Terra ha vibrato più intensamente. L’asse orizzontale rappresenta il tempo (dalle 23:35 alle 00:05), l’asse verticale le frequenze delle onde sismiche (da 10 a 100 Hz), mentre i colori indicano l’intensità delle vibrazioni: dal nero (silenzio) al viola e blu (deboli), fino al rosso, arancione e giallo (intense). Le zone più luminose corrispondono ai momenti in cui i fuochi d’artificio hanno fatto vibrare maggiormente il terreno”, viene spiegato.

“Non è la prima volta che la Rete Sismica Nazionale registra fenomeni che non sono legati ad attività naturale ma all’attività umana, come ad esempio quando l’Italia ha vinto la finale del Campionato europeo nel 2021,  quando il Napoli ha vinto lo scudetto nel 2023 o durante il concerto di Travis Scott al Circo Massimo. Traffico urbano, aerei che rompono la barriera del suono, attività industriali e minerarie, concerti, manifestazioni sportive: piccole vibrazioni del suolo che la sensibilità delle stazioni sismiche è in grado di registrare”, spiegano dall’INGV.

I fuochi d’artificio e le vibrazioni del suolo

“Nel caso dei fuochi di artificio le vibrazioni sono visibili lungo tutto lo spettro con alte frequenze dominanti per questa stazione (accelerometro con passo di campionamento di 100 Hz) tra gli 80 ed i 100 Hz. Sono prodotte dalla conversione meccanica delle onde acustiche dovute alle esplosioni in aria e per questo risultano diverse rispetto a quelle registrate nei casi citati in precedenza (dove ad esempio la frequenza predominante era confinata tra 2 e 8 Hz) perché il meccanismo di conversione è più efficiente per frequenze superiori a 10 Hz”, illustrano gli esperti.

“Ma sarebbe possibile usare il segnale dei fuochi d’artificio per qualcosa di più di un post di auguri? Sì, è recente una pubblicazione di alcuni colleghi cinesi che dimostrano come utilizzando i fuochi di artificio per i festeggiamenti del capodanno cinese sia possibile “visualizzare” come in una tomografia le strutture geologiche superficiali. Ma già nel 1984-1985 alcuni ricercatori giapponesi scoprirono che i grandi fuochi d’artificio durante i festival estivi producevano onde abbastanza potenti da essere registrate dai sismometri, permettendo studi scientifici senza permessi speciali per esplosivi. Per. es. posizionando alcuni sismometri attorno ad un vulcano sono stati in grado di misurare la velocità con cui le onde sismiche attraversavano la cupola di lava”, concludono gli esperti dell’INGV.