Il nuovo anno si apre con un calendario astronomico straordinariamente denso di appuntamenti, capace di regalare emozioni sia agli astrofili esperti che ai semplici sognatori. Il cielo di gennaio 2026 non sarà solo un palcoscenico per i consueti cicli stagionali, ma diventerà un vero laboratorio a cielo aperto: dalla Terra che raggiunge il suo punto di massima vicinanza al Sole (perielio), alla comparsa della prima spettacolare Superluna dell’anno, fino all’attesissima opposizione di Giove, che brillerà come un diamante tra le stelle dei Gemelli. Sarà un mese di transizioni profonde, con i pianeti che si scambiano i ruoli tra le luci dell’alba e quelle del crepuscolo, e una volta celeste invernale che, tra le iconiche costellazioni di Orione e del Toro, offrirà visioni di rara bellezza.
La Terra al Perielio e il “Risveglio” del Sole
Nonostante il clima invernale nell’emisfero boreale, la Terra si troverà nel punto di minima distanza dal Sole proprio all’inizio del mese. Il 3 gennaio alle ore 18:00, il nostro pianeta raggiungerà il perielio, posizionandosi a circa 147.099.929 km dalla nostra stella.
Sempre il Sole sarà protagonista di un cambio di “casa” celeste: rimarrà nella costellazione del Sagittario fino al 20 gennaio, per poi fare il suo ingresso nel Capricorno. Un’ottima notizia per chi ama la luce: nel corso del mese, la durata del giorno aumenterà di circa 50 minuti.
Arriva la “Luna del Lupo”: la prima Superluna dell’anno
Il 2026 inizia subito con uno spettacolo lunare. Il 3 gennaio potremo ammirare la Luna Piena, popolarmente nota come la “Luna del Lupo”. Sarà una Superluna, poiché il nostro satellite si troverà molto vicino al perigeo (la minima distanza dalla Terra, raggiunta il 1° gennaio a 360.347 km), apparendo leggermente più grande e luminosa del solito.
Ecco le fasi lunari da segnare in agenda:
- 3 gennaio: Luna Piena (Superluna)
- 10 gennaio: Ultimo Quarto
- 18 gennaio: Luna Nuova
- 26 gennaio: Primo Quarto
Il “Re” Giove e la staffetta dei pianeti
Il vero protagonista di gennaio 2026 è Giove. Il 10 gennaio il gigante gassoso si troverà in opposizione al Sole: sarà visibile per tutta la notte, raggiungerà la massima luminosità e la minima distanza dalla Terra (circa 633 milioni di km). Splenderà nella costellazione dei Gemelli, vicino alle stelle Castore e Polluce.
Per quanto riguarda gli altri pianeti, assisteremo a una vera e propria “staffetta”:
- Venere e Marte – Dopo mesi di visibilità mattutina, Venere torna nel cielo della sera dopo il 6 gennaio. Al contrario, Marte si sposta nel cielo del mattino dopo la congiunzione solare del 9 gennaio, anche se rimarrà difficile da vedere per tutto il mese;
- Mercurio – Sarà visibile con difficoltà verso fine mese, quando il 29 gennaio si troverà vicino a Venere nel cielo del crepuscolo;
- Saturno – Riduce i tempi di osservabilità, tramontando sempre prima;
- Urano e Nettuno – Entrambi visibili nella prima parte della notte, ma richiedono l’uso di un telescopio o di un buon binocolo.
Congiunzioni da non perdere
- Notte del 3 gennaio – Suggestivo incontro tra la Luna Piena e Giove nei Gemelli.
- 23 gennaio – Falce di Luna crescente vicina a Saturno nelle prime ore della sera.
- 30 gennaio – Gran finale con un “rettangolo” celeste formato da Luna, Giove, Castore e Polluce.
Stelle cadenti: lo sciame delle Quadrantidi
Le Quadrantidi aprono l’anno delle meteore con un picco previsto nelle prime ore del 3 gennaio. Si tratta di uno degli sciami più intensi, con potenziali 100-130 meteore l’ora. Tuttavia, quest’anno l’osservazione visuale sarà fortemente disturbata dalla luce della Superluna.
Costellazioni invernali: il trionfo di Orione
Alzando lo sguardo a Sud/Ovest, la scena è dominata da Orione, il cacciatore. Facilmente riconoscibile dalla “Cintura” (Alnitak, Alnilam e Mintaka), ospita la magnifica Nebulosa M42, visibile anche con un semplice binocolo. Orione è inseguito dai suoi cani: il Cane Maggiore, con la brillantissima Sirio, e il Cane Minore con Procione. A Nord, l’immancabile “W” di Cassiopea ci aiuta a orientarci verso la Stella Polare.




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