Il Giappone si prepara a un nuovo capitolo della sua politica energetica: il reattore numero 6 della centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, nel Nord/Ovest del Paese, sarà riavviato nei prossimi giorni. Si tratta del primo impianto gestito dalla Tokyo Electric Power (Tepco) a tornare operativo dal disastro di Fukushima del marzo 2011, nonostante le forti resistenze locali e una serie di intoppi tecnici emersi fino all’ultimo momento. Il via libera definitivo è arrivato dopo che Tepco ha corretto errori nei parametri di attivazione degli allarmi relativi a 88 delle 205 barre di controllo del reattore, un malfunzionamento rilevato durante i test finali che aveva costretto a posticipare l’avvio di un giorno.
La decisione di riavviare il reattore avviene in un contesto di crescente pressione sul profilo energetico nazionale. Il governo di Tokyo punta a portare il nucleare al 20% del mix elettrico entro il 2040, rispetto all’8,5% dell’anno fiscale 2023-24, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, oggi responsabili del 70% della produzione, e raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050. La crescita dei consumi legati all’intelligenza artificiale rende la strategia energetica ancora più urgente.
Tuttavia, l’ombra di Fukushima continua a pesare. Secondo un sondaggio dello scorso settembre, circa il 60% dei residenti della prefettura di Niigata si oppone al riavvio. La credibilità di Tepco resta bassa a causa di scandali recenti, e molti cittadini ricordano ancora il terremoto del 2007 che colpì la stessa centrale, situata su una faglia sismica attiva. Dubbi persistono anche sui piani di evacuazione giudicati inadeguati: all’inizio dell’anno quasi 40.000 cittadini hanno firmato una petizione contro il riavvio, consegnata all’Autorità di regolamentazione nucleare.
Con questo riavvio, salgono a 14 i reattori tornati in funzione in Giappone dal 2011, tutti sottoposti a standard di sicurezza più severi. Prima dell’incidente di Fukushima, i reattori attivi erano 54 e contribuivano a circa il 30% del fabbisogno energetico del Paese.
Il riavvio di Kashiwazaki-Kariwa segna dunque un momento cruciale per il Giappone, tra la necessità di garantire energia pulita e sicura e le profonde preoccupazioni della popolazione locale.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?