Buone notizie per gli appassionati di astronomia e per chi vive alle alte latitudini: questo fine settimana il cielo potrebbe regalare uno spettacolo naturale di grande fascino. Si registra un aumento dell’attività geomagnetica legata al Sole, con possibili aurore visibili soprattutto nelle regioni più settentrionali del pianeta. Alla base del fenomeno c’è un flusso di vento solare ad alta velocità – circa 700 km al secondo – che sta investendo la Terra. Questa corrente di particelle cariche interagisce con la magnetosfera, lo “scudo” magnetico che protegge il nostro pianeta, comprimendola e innescando disturbi noti come tempeste geomagnetiche. Per il weekend del 17-18 gennaio, sono possibili tempeste classe G1-G2, da moderate a piuttosto intense.
Cosa significa in termini pratici? All’interno del Circolo Polare Artico la comparsa dell’aurora boreale è considerata quasi certa nelle notti tra venerdì e sabato. Le tipiche onde luminose verdi – talvolta accompagnate da sfumature rosse o violacee – dovrebbero danzare nel cielo, soprattutto lontano da fonti di inquinamento luminoso e in presenza di cieli sereni. Alle latitudini più basse le probabilità diminuiscono, ma non sono del tutto escluse: durante le tempeste geomagnetiche più forti, l’ovale aurorale può espandersi verso Sud, offrendo sorprese anche a osservatori meno abituati a questi eventi.
Oltre allo spettacolo visivo, le tempeste geomagnetiche di questa intensità sono generalmente innocue per la vita quotidiana, anche se possono causare lievi disturbi alle comunicazioni radio o ai sistemi di navigazione satellitare.
Per chi si trova nel Nord Europa, in Canada o in Alaska, il consiglio è uno solo: tenere d’occhio il cielo nelle ore notturne del weekend. Il Sole, ancora una volta, potrebbe firmare una delle sue opere più suggestive.



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