Una vera e propria “parata” di sistemi perturbati provenienti dal Canada centrale è destinata a interessare vaste aree degli Stati Uniti, dal Midwest al Nord/Est, accompagnata da aria via via più fredda. Il risultato sarà una combinazione di nevicate diffuse, intensi episodi di neve “effetto lago” e un aumento del rischio di gelate su strade e superfici già umide. Nel corso dei prossimi giorni sono attesi fino a 3 clipper, ovvero veloci perturbazioni invernali con traiettoria Nord/Ovest-Sud/Est, ciascuna seguita da un fronte freddo. Ogni passaggio porterà nuove nevicate e rinforzi di aria artica, creando una situazione meteorologica dinamica e potenzialmente critica.
Prima perturbazione già attiva
La prima perturbazione ha già iniziato a influenzare il Paese, con piogge e temporali nel Sud/Est e precipitazioni piovose nel Nord/Est, mentre la neve ha interessato le aree tra l’Illinois settentrionale e il Michigan. Nelle ore successive, le nevicate si estenderanno verso la Ohio Valley, gli Appalachi e parte del Nord/Est costiero, soprattutto tra la sera e la mattina seguente.
Le regioni sottovento ai Grandi Laghi saranno tra le più colpite: in Michigan, Indiana, Pennsylvania e nello Stato di New York si prevedono accumuli abbondanti legati all’effetto lago, con quantitativi localmente superiori al mezzo metro nelle aree più esposte. In generale, la maggior parte della neve cadrà sotto forma di rovesci intensi e persistenti nelle classiche “snowbelt“, ma l’irruzione di aria fredda alle spalle del fronte consentirà accumuli anche più a Sud, fino alle zone montuose del Tennessee e della Carolina del Nord, e verso Est fino ai Catskill e alle White e Green Mountains del New England.
Lungo il corridoio della Interstate 95, tra Mid-Atlantic e New England, la situazione sarà più marginale ma comunque delicata: la pioggia potrà trasformarsi temporaneamente in neve bagnata o mescolarsi ad essa, con il rischio di una patina scivolosa sulle strade, soprattutto laddove le temperature scenderanno sotto lo zero, da poco a Nord e Ovest di grandi città come Washington, Philadelphia, New York e Boston.
La seconda perturbazione
La seconda perturbazione non tarderà ad arrivare. Già dalla giornata di giovedì la neve tornerà a estendersi dal Minnesota settentrionale verso i Grandi Laghi, raggiungendo Chicago e il Michigan centrale in serata e Cleveland entro venerdì. In questo caso gli accumuli medi saranno più contenuti, generalmente compresi tra 2 e 8 cm, ma con punte maggiori nelle aree di Minnesota, Wisconsin nordoccidentale e Michigan settentrionale e occidentale.
Durante il fine settimana, mentre il sistema attraverserà il Nord/Est interno, tornerà a intensificarsi la neve da effetto lago, con nuovi accumuli localmente significativi. Alcune precipitazioni nevose riusciranno a spingersi ancora verso Sud sugli Appalachi meridionali e verso Est fino a Poconos, Catskills e Berkshires.
Nuova perturbazione nel weekend
Una terza perturbazione è attesa nel corso del weekend sull’Upper Midwest, con ulteriori nevicate tra il Minnesota settentrionale e il Michigan settentrionale, confermando una fase invernale persistente e a tratti severa.
Parallelamente, si guarda anche a un possibile sviluppo depressionario lungo la costa del Golfo del Messico. Tra domenica e l’inizio della prossima settimana, questo sistema potrebbe generare una fascia di precipitazioni miste – neve, pioggia e gelicidio – dalla Georgia meridionale fino al Delaware. L’evoluzione resta incerta: il minimo potrebbe spingersi più all’interno e risalire verso il Nord/Est costiero, oppure rimanere debole e scivolare rapidamente verso l’Atlantico.
Particolare attenzione va riservata al rischio di gelate improvvise. Dopo un periodo relativamente mite, le superfici stradali si sono riscaldate e le recenti piogge hanno spesso dilavato il sale e gli agenti antighiaccio. In queste condizioni, la neve iniziale può sciogliersi rapidamente per poi gelare nel giro di poco tempo non appena le temperature calano bruscamente. Il fenomeno, noto come “flash freeze”, può verificarsi in qualsiasi momento della giornata e rendere pericolosi anche tratti apparentemente poco innevati.


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