Kiev ringrazia Musk: bloccato l’uso di Starlink nei droni di Mosca

Secondo Kiev l’intervento di Elon Musk ha impedito alle forze di Mosca di usare Starlink per guidare i droni d’attacco

Le forze militari russe riescono ad acquistare ricevitori di Starlink, la rete di comunicazione basata su satelliti messa a disposizione di Kiev da Elon Musk sin dall’inizio della guerra usando il sistema per far penetrare in profondità in territorio ucraino, ma anche in quello di Paesi Nato, i loro droni da attacco (fino a 500 chilometri). La rete super veloce consente ai russi anche il controllo in tempo reale dei droni in volo. Un ricevitore Starlink Mini costa solo fra i 250 e i 500 dollari. Mosca acquista componenti Starlink aggirando le sanzioni. Kiev ha documentato “centinaia” di raid russi con droni dotati di terminal Starlink, ha riferito l’analista militare Serhii Beskrestonov che è anche consigliere del ministero della Difesa, in una intervista a Cnn. “Si tratta di attacchi non contro obiettivi militari ma le retrovie pacifiche e città sulla linea del fronte. Anche contro edifici di appartamenti. E’ terrorismo con l’impiego di moderne tecnologie di comunicazione di pace”, ha spiegato.

L’accesso a Starlink consente a Mosca anche di superare le difese elettroniche ucraine che riescono invece a neutralizzare i segnali radio e Gps. Prima di usare la rete, le forze d Mosca usavano cavi a fibra ottica che tuttavia hanno un raggio di azione limitato. Il ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, il giovane ingegnere artefice della modernizzazione tecnologica del Paese in tempo di guerra, ha chiesto aiuto alla compagnia SpaceX, a cui fa capo Starlink. Musk ha subito risposto risolvendo il problema. Fedorov ha quindi pubblicamente ringraziato Musk e al Presidente della compagnia Gwynne Shotwell che all’inizio della guerra aveva fornito a Kiev il sistema di terminal del sistema di comunicazione che ha svolto un ruolo cruciale nella difesa ucraina.

“Il nemico migliora i suoi droni e le tattiche di attacco costantemente per raggiungere i suoi obiettivi. Ogni giorno emerge un nuovo rischio”, ha affermato Fedorov, precisando che solo il mese scorso la Russia ha lanciato in Ucraina 6mila droni, il doppio che nello stesso mese dello scorso anno. Senza questo aggiustamento, con un raddio di azione di 500 chilometri, i droni russi sarebbero riusciti a coprire quasi tutta l’Ucrraina, parti della Polonia, Romania e Lituania.