L’11 gennaio 1693 il terremoto che devastò la Sicilia orientale

L'11 gennaio 1693 la terra tremò con una violenza avvertita in gran parte dell’Italia meridionale e fino a Malta

L’11 gennaio ricorre l’anniversario di uno degli eventi più drammatici della storia italiana: il terremoto del 1693 che devastò la Sicilia orientale. A distanza di 333 anni, quel giorno resta impresso come il momento culminante di una sequenza sismica iniziata il 9 gennaio e culminata con una scossa catastrofica, la più forte registrata in Italia negli ultimi mille anni secondo il Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani. Alle 13:30 GMT dell’11 gennaio 1693 la terra tremò con una violenza avvertita in gran parte dell’Italia meridionale e fino a Malta. Le province di Catania e Siracusa pagarono il prezzo più alto: circa 54mila vittime e città intere rase al suolo. Alla distruzione causata dal sisma si aggiunse quella del maremoto che seguì, uno tsunami descritto con precisione impressionante dalle cronache dell’epoca.

Ad Augusta il mare si ritirò lasciando il porto all’asciutto, per poi tornare con onde alte fino a 15 metri. A Catania, Siracusa, Messina e lungo tutta la costa orientale, onde successive invasero porti e quartieri costieri. Oggi studi geologici e storici confermano l’eccezionalità dell’evento e il suo impatto duraturo.

Il terremoto del Val di Noto non fu solo una tragedia, ma un punto di svolta: dalla ricostruzione nacquero nuove città e il celebre barocco siciliano, simbolo di resilienza di un territorio che ancora oggi fa i conti con la propria memoria sismica.