L’8 gennaio 1324 moriva a Venezia l’esploratore Marco Polo

A distanza di oltre 7 secoli dalla sua morte, Marco Polo resta simbolo di dialogo tra civiltà, curiosità intellettuale e spirito di scoperta

Ricorre oggi, 8 gennaio 2026, il 702° anniversario della morte di Marco Polo, uno dei figli più illustri di Venezia e una delle figure più affascinanti della storia mondiale. L’esploratore e mercante veneziano si spense l’8 gennaio 1324 nella sua città natale, lasciando un’eredità che ancora oggi continua a influenzare il modo in cui l’Occidente guarda all’Oriente. Nato nel 1254, Marco Polo intraprese giovanissimo, insieme al padre Niccolò e allo zio Matteo, un viaggio straordinario lungo le rotte della Via della Seta, che lo portò fino alla corte di Kublai Khan, imperatore dei Mongoli. Un’esperienza durata oltre 20 anni, durante la quale Polo attraversò terre allora quasi sconosciute agli europei, osservandone usi, culture, ricchezze e sistemi di governo.

Il racconto di quelle avventure prese forma ne Il Milione, opera dettata in prigionia allo scrittore Rustichello da Pisa dopo il rientro a Venezia. Il libro, accolto inizialmente con scetticismo, si rivelò nei secoli successivi una fonte preziosa di conoscenza geografica e culturale, ispirando esploratori come Cristoforo Colombo e contribuendo ad ampliare gli orizzonti dell’Europa medievale.

A distanza di oltre 7 secoli dalla sua morte, Marco Polo resta simbolo di dialogo tra civiltà, curiosità intellettuale e spirito di scoperta. Venezia, città che ne custodisce la memoria, continua a celebrarne la figura con iniziative culturali, mostre e studi storici, ricordando come il suo nome sia ancora oggi sinonimo di viaggio, incontro e apertura verso il mondo.