La cosiddetta Luna della Neve raggiungerà la fase di plenilunio domenica 1° febbraio 2026 alle 23:09 ora italiana, offrendo uno degli spettacoli astronomici più affascinanti dell’inverno. È la seconda delle 13 lune piene previste nel 2026, un fenomeno possibile perché l’anno lunare è più corto di quello solare. Il suo nome affonda le radici nelle tradizioni dei nativi nordamericani, che associavano il plenilunio di febbraio alle abbondanti nevicate tipiche di uno dei mesi più freddi dell’anno. Non a caso, altre denominazioni storiche includono Luna dell’Aquila Calva, Luna dell’Orso e Luna del Procione.
Quest’anno, complice un inverno particolarmente rigido e vaste aree innevate, la Luna della Neve “vive davvero” il suo nome, illuminando paesaggi già imbiancati e rendendo le notti ancora più suggestive. Il momento più spettacolare per osservarla sarà il sorgere della Luna a Est, poco dopo il tramonto, soprattutto durante la cosiddetta blue hour, quando la luce residua del giorno crea un contrasto drammatico con il disco lunare pieno e luminoso. L’aria invernale, spesso più limpida, contribuirà a rendere la Luna particolarmente nitida e brillante, visibile anche senza strumenti, anche se binocoli e telescopi permetteranno di apprezzare crateri e mari lunari.
L’interesse astronomico non si esaurisce però con il plenilunio: il giorno successivo, il 2 febbraio, la Luna occulterà Regolo, una delle stelle più luminose della costellazione del Leone. Questo evento è particolarmente raro e non si ripeterà prima del 2035.
Lo sguardo al cielo di febbraio apre inoltre la strada a una serie di eventi celesti di rilievo. La Luna nuova del 17 febbraio porterà con sé un’eclissi solare anulare, il cosiddetto anello di fuoco, visibile però solo da remote regioni dell’Antartide. Guardando più avanti, il prossimo plenilunio, la Luna del Verme del 3 marzo, coinciderà con un’eclissi totale di Luna, la celebre Luna di Sangue, l’unica del 2026 e l’ultima prima del 2029. In attesa di questi appuntamenti, la Luna della Neve resta un invito semplice e potente a guardare in alto: basta un orizzonte libero verso Est, un cielo sereno e la voglia di lasciarsi affascinare da uno spettacolo che unisce natura, storia e scienza.



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