La NASA ha deciso di interrompere anticipatamente la missione Crew-11 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) a causa di un serio problema medico che ha colpito uno dei membri dell’equipaggio. L’agenzia prevede di riportare tutti e quattro gli astronauti sulla Terra con oltre un mese di anticipo rispetto al programma originale. L’amministratore della NASA Jared Isaacman ha dichiarato che il rientro avverrà “nei prossimi giorni”. L’agenzia non ha diffuso né il nome dell’astronauta né i dettagli della patologia, citando ragioni di tutela della privacy sanitaria. La NASA aveva riconosciuto per la prima volta una “preoccupazione medica” mercoledì, annunciando l’annullamento di una passeggiata spaziale prevista per giovedì.
Un precedente storico
Secondo Robert Pearlman, direttore editoriale di collectSpace.com, non era mai accaduto che la NASA accorciasse una missione per malattia di un astronauta in 65 anni di voli spaziali umani. “È sempre stata una possibilità considerata, ma non si era mai resa necessaria”, ha spiegato Pearlman.
La decisione di far rientrare tutto l’equipaggio è stata presa dalla leadership NASA con il supporto dei medici di volo, mettendo la sicurezza dell’astronauta al primo posto.
Paul Dye, ex controllore di volo dello Shuttle e della ISS, ha sottolineato che questo è l’approccio standard: “in volo fai ciò che serve per la sicurezza dell’equipaggio, poi per il successo della missione. Se l’unica risposta è riportarli a casa, allora li riporti a casa”. Dye ha aggiunto che, pur non avendo mai effettuato un’evacuazione medica reale, i team si addestrano costantemente a questa eventualità.
Preparazione medica in microgravità
La ISS è abitata ininterrottamente dal 2000 e l’assenza di incidenti medici gravi è dovuta anche alla formazione intensiva degli astronauti. Lo ha ricordato l’ex astronauta NASA Nicole Stott, che ha vissuto oltre tre mesi a bordo: l’addestramento copre primo soccorso, uso di strumentazione medica progettata per la microgravità, suture, farmaci, persino procedure dentistiche.
“Con il supporto dei team a terra e dei medici di volo possiamo eseguire molte procedure guidate”, ha spiegato Stott. “Siamo ben equipaggiati e supportati”. Il rientro anticipato della Crew-11 segna dunque un momento senza precedenti per la NASA: una scelta difficile, ma coerente con il principio che la salute dell’equipaggio viene prima di tutto.
Le dichiarazioni
- Jared Isaacman: “è nell’interesse dell’equipaggio tornare presto. L’equipaggio 12 partirà a metà febbraio. Stiamo valutando opportunità di lanci anticipati”.
- JD Polk: “non verrà fatto alcun riferimento a un astronauta o a una diagnosi in particolare. È necessario rispettare la privacy dell’astronauta. Quell’astronauta è “assolutamente stabile”. L’incidente è stato sufficiente a farci desiderare di completare gli accertamenti a terra con l’attrezzatura medica completa. Non si tratta di una partenza d’emergenza, ma il rischio persiste”.
- JD Polk: “precedenti incidenti sulla ISS che hanno guidato la risposta? JD Polk – Sì – abbiamo avuto capacità in orbita che sono sempre state in grado di curare problemi medici emersi negli ultimi 25 anni”.
- Jared Isaacman: “ci sarà un medico sulla ISS? Tutti gli astronauti hanno una formazione medica approfondita. Avere un medico a bordo non cambierebbe nulla. Stiamo esercitando le capacità ingegneristiche della ISS, a nostro piacimento”.
- Jared Isaacman: “quali capacità mediche spaziali devono essere implementate per le missioni sulla Luna e su Marte? La ISS ne ha già una. Continuiamo a imparare. Vedremo se questo influenzerà le operazioni spaziali in orbita, poi quelle sulla Luna e poi le missioni nello spazio profondo su Marte”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?