Ogni gennaio il cielo notturno promette uno degli spettacoli astronomici più attesi: le Quadrantidi, uno sciame meteorico capace, in condizioni ideali, di regalare decine e decine di scie luminose all’ora. È un appuntamento speciale perché arriva quando le feste sono appena finite, le notti sono lunghe e l’atmosfera invernale rende il cielo spesso limpido e trasparente. Proprio per questo le Quadrantidi sono considerate tra le più intense dell’intero calendario astronomico, talvolta persino più ricche delle celebri Perseidi estive. Nel 2026, però, le aspettative rischiano di essere deluse: una sfortunata coincidenza tra picco diurno dello sciame e Luna piena renderà l’osservazione estremamente difficile, trasformando quello che potrebbe essere uno degli eventi più spettacolari dell’anno in un’occasione quasi mancata.
Cosa sono le Quadrantidi e perché sono speciali
Le Quadrantidi devono il loro nome a una costellazione oggi scomparsa, la Quadrans Muralis, utilizzata nel XVIII secolo e situata tra Boote e il Dragone. Anche se la costellazione non esiste più, il nome dello sciame è rimasto.
A differenza di altri sciami più “diluiti”, le Quadrantidi hanno una caratteristica unica: il picco di attività è brevissimo, concentrato in poche ore. Già 6 ore prima o dopo il massimo, il numero di meteore visibili si dimezza. Questo suggerisce che il flusso di detriti spaziali sia molto stretto e probabilmente di origine relativamente recente.
Frammenti di una cometa “morta”
Secondo diversi astronomi, tra cui Peter Jenniskens della NASA, le Quadrantidi potrebbero provenire dai resti di una cometa estinta. Nel 2003 è stato infatti individuato l’asteroide 2003 EH1, la cui orbita coincide sorprendentemente con quella dello sciame.
Alcuni studiosi ipotizzano che questo corpo sia un frammento di una cometa osservata da cronisti cinesi, coreani e giapponesi tra il 1490 e il 1491, poi disintegratasi nel tempo. I suoi “detriti” sarebbero oggi responsabili delle luminose scie bluastre delle Quadrantidi.
Perché il 2026 è un anno da dimenticare
Purtroppo, quest’anno la natura non collaborerà: il picco è previsto il 3 gennaio, con plenilunio lo stesso giorno, e il nostro satellite resterà sopra l’orizzonte tutta la notte, nella costellazione dei Gemelli, vicino a Giove, il cielo sarà invaso dalla luce lunare, che renderà visibili solo le meteore più brillanti.
Normalmente, il momento migliore per osservare le Quadrantidi è poco prima dell’alba, quando il punto radiante sale nel cielo nord orientale, ma nel 2026 anche questa finestra sarà fortemente penalizzata dalla Luna.
Vale comunque la pena provarci?
Se siete molto motivati, l’osservazione si può comunque tentare, ma con aspettative realistiche, e qualche consiglio pratico:
- vestitevi molto bene: gennaio è uno dei mesi più freddi;
- portate una bevanda calda;
- scegliete un luogo buio, lontano da luci artificiali;
- osservate a occhio nudo, senza strumenti.
Buone notizie: il 2028 sarà spettacolare
Se il 2026 è da archiviare, il futuro promette molto meglio.
Nel 2028, infatti le condizioni saranno le seguenti:
- picco il 4 gennaio;
- Luna a falce crescente, assente dal cielo notturno;
- condizioni ideali per uno degli sciami meteorici più belli del decennio.



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