La rivoluzione della longevità: i segreti di Silvio Garattini per una vita lunga e in salute

Dalla restrizione calorica all'attività mentale costante, il fondatore dell’Istituto Mario Negri svela perché la vera medicina risiede nella prevenzione quotidiana e nel rifiuto del "mercato della salute"

All’età di 97 anni, Silvio Garattini rappresenta non solo un’autorità scientifica di fama mondiale, ma anche un esempio vivente di come le scelte quotidiane possano influenzare la durata e, soprattutto, la qualità della vita. In una recente e approfondita intervista concessa al Corriere della Sera, il farmacologo e fondatore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri ha ribadito con forza un concetto che definisce rivoluzionario: la salute non si compra in farmacia, ma si costruisce giorno dopo giorno attraverso la prevenzione. Secondo lo scienziato, la medicina moderna si è eccessivamente concentrata sulla cura delle patologie esistenti, trascurando il fatto che oltre il 50% delle malattie croniche e circa il 40% dei tumori potrebbero essere evitati semplicemente modificando il nostro stile di vita.

Il pilastro fondamentale della routine di Garattini è la restrizione calorica. Lo scienziato confessa di aver eliminato il pranzo da anni, limitandosi a consumare tè o spremute durante il giorno per poi concedersi un pasto completo solo la sera, solitamente composto da un primo piatto o pesce con verdure. Questa scelta non è un mero esercizio di ascesi, ma si basa sulla convinzione che mangiare poco sia essenziale per mantenere un peso adeguato e ridurre l’infiammazione dell’organismo. “Siamo quello che mangiamo“, ricorda spesso l’esperto, sottolineando come la varietà e la moderazione siano le uniche vere regole auree a tavola, preferendo cereali non eccessivamente raffinati e riducendo drasticamente il consumo di carni rosse e zuccheri complessi, pur riconoscendo che il cervello necessita di circa 90 grammi di glucosio al giorno per funzionare correttamente.

Un altro tema centrale affrontato nell’intervista riguarda l’abuso di farmaci, un fenomeno che Garattini osserva con preoccupazione. Lo scienziato rivela di non assumere medicinali, nemmeno un’aspirina, se non strettamente necessario, e vanta il primato di non aver fatto ricorso ad antibiotici negli ultimi quarant’anni. La sua critica è rivolta a quello che definisce il “mercato della salute“, un sistema che spinge verso la prescrizione eccessiva: oggi è comune trovare persone anziane che assumono oltre dieci farmaci al giorno, nonostante non vi siano prove scientifiche definitive che tale accumulo sia benefico. Garattini avverte che questa cultura della pillola magica sta oscurando l’importanza delle buone abitudini, come camminare per almeno trenta minuti ogni giorno o evitare tassativamente fumo e alcol, elementi che definisce “veleni” per la nostra longevità.

Non meno importante è la salute mentale e sociale. Per Garattini, l’invecchiamento cerebrale si combatte mantenendo viva la curiosità e coltivano interessi che vadano oltre la routine domestica. Il lavoro, la ricerca scientifica, la musica e il volontariato sono per lui forme di meditazione attiva che proteggono dalla demenza senile. L’esperto sottolinea come l’Italia sia ai vertici mondiali per aspettativa di vita, ma scenda drasticamente nelle classifiche se si considera la vita vissuta in buona salute. Per colmare questo divario, lo scienziato auspica una riforma culturale in cui i medici non si limitino a prescrivere molecole, ma diventino educatori capaci di spingere i pazienti verso il movimento fisico e una dieta equilibrata. La longevità, conclude Garattini, è un “egoismo positivo”: trattarsi bene non è solo un regalo che facciamo a noi stessi, ma un atto di responsabilità verso la società e il sistema sanitario nazionale.