L’invasione dei polpi: un bloom senza precedenti mette in crisi pesca ed ecosistemi

Un nuovo studio rivela una crescita senza precedenti della popolazione di Octopus vulgaris, con gravi ripercussioni sugli ecosistemi marini e sulle comunità di pescatori

Un’improvvisa e massiccia proliferazione del polpo comune (Octopus vulgaris) lungo la costa sud-occidentale del Regno Unito sta trasformando profondamente gli equilibri marini e mettendo sotto pressione il settore della pesca. È quanto emerge da un nuovo rapporto guidato dalla Marine Biological Association (MBA) in collaborazione con il Plymouth Marine Laboratory (PML), l’Università di Plymouth e un consulente indipendente. Lo studio, finanziato dal Dipartimento britannico per l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Affari Rurali (Defra), dal Consiglio Comunale di Plymouth e dalla Contea del Devon, raccoglie dati provenienti da scienziati, pescatori e citizen scientist, offrendo un quadro dettagliato di un fenomeno raro ma potenzialmente destinato a ripetersi.

Un evento eccezionale

Sebbene il polpo comune sia una specie autoctona delle acque britanniche, è generalmente raro, prediligendo mari più caldi come quelli dell’Europa meridionale e del Mediterraneo. Negli ultimi 125 anni sono stati registrati solo quattro grandi esplosioni demografiche: nel 1899-1900, nel 1932-33, nel 1950-51 e ora, a partire dal 2025. L’attuale proliferazione, accelerata in modo marcato dall’inizio dello scorso anno, è già paragonabile per estensione ai casi storici ed è tuttora in corso.

“Si tratta di un evento straordinario che ci racconta molto su come la vita marina stia rispondendo al riscaldamento degli oceani”, spiega il dottor Bryce Stewart, autore principale dello studio. “I risultati mostrano anche effetti contrastanti sulle attività di pesca”.

Il legame con il clima

I ricercatori hanno individuato un fattore comune a tutti i grandi bloom del passato: temperature marine insolitamente elevate nell’anno dell’evento e in quello precedente. A ciò si aggiungono venti orientali persistenti, che potrebbero aver trasportato le larve di polpo dalle Isole del Canale e dalla Francia settentrionale verso le coste britanniche.

I modelli delle correnti oceaniche confermano questa ipotesi, suggerendo che le larve provenienti da Guernsey –  dove è in corso un bloom simile dal 2024 – abbiano contribuito in modo significativo all’aumento osservato nel Regno Unito.

Pesca in difficoltà

Un sondaggio condotto su 40 pescatori ha rivelato impatti contrastanti. Alcuni sono riusciti ad adattarsi, iniziando a catturare polpi e ottenendo benefici economici temporanei. Tuttavia, oltre la metà degli intervistati ha segnalato conseguenze negative, soprattutto chi si occupa di granchi, aragoste e capesante, specie fortemente predate dai polpi. Nel 2025, le catture di questi crostacei e molluschi sono diminuite dal 30% al 50%, sollevando preoccupazioni crescenti per la sostenibilità a lungo termine degli stock.

“Per comprendere appieno l’impatto su granchi, aragoste e capesante serviranno ulteriori ricerche e un monitoraggio continuo”, sottolinea Stewart.

Verso nuove strategie di gestione

Il rapporto raccomanda un rafforzamento dei programmi di osservazione, inclusi i rilievi a strascico della MBA, le indagini subacquee dell’Università di Plymouth e valutazioni più approfondite delle risorse ittiche. Tra le proposte figura anche lo sviluppo del modello predittivo “OctoPulse”, creato dal Plymouth Marine Laboratory, insieme al rilevamento precoce delle larve nel plancton e a sistemi digitali che consentano ai pescatori di segnalare rapidamente avvistamenti.

Secondo le autorità locali, il fenomeno non può più essere considerato episodico. “Questa è una crisi per la nostra comunità di pescatori”, afferma Tudor Evans, leader del Consiglio Comunale di Plymouth. “Il bloom dei polpi non è un’anomalia passeggera: è una minaccia persistente”.

Un segnale di cambiamento profondo

Le recenti osservazioni di polpi in fase riproduttiva e la presenza diffusa di giovani esemplari nelle acque britanniche – eventi un tempo rarissimi – indicano che la specie potrebbe stabilirsi in modo più permanente. Gli scienziati avvertono che l’arrivo massiccio di questo predatore altamente adattabile potrebbe alterare le reti alimentari marine, con conseguenze ancora imprevedibili per la biodiversità.

“Non è solo una questione di pesca, ma di interi ecosistemi”, conclude Stewart. “Dobbiamo capire come questi bloom influenzano tutto, dalle popolazioni di molluschi ai grandi predatori, e aiutare le comunità costiere ad adattarsi a un oceano che cambia rapidamente”.

Il messaggio finale del rapporto è chiaro: le esplosioni demografiche del polpo potrebbero diventare una caratteristica ricorrente dei mari britannici. Servono investimenti seri in strumenti predittivi, ricerca scientifica e supporto ai pescatori per affrontare una sfida che non riguarda una sola stagione, ma il futuro stesso degli ecosistemi marini e delle economie costiere.

Polpi
Quest’anno, il polpo comune è diventato uno spettacolo sempre più familiare al largo della costa sud-occidentale del Regno Unito. c. Keith Hiscock MBE
Polpi
Un polpo comune si annida in uno spazio tra le rocce. c. Olivia Langmead