Si è svolto presso l’Aula “Hangar” della Scuola di Ingegneria Aerospaziale (SIA) della Sapienza Università di Roma, un incontro sullo stato di avanzamento lavori del nano-satellite NyxSat sviluppato in partnership con le forze aeree cilene (FACh – Fuerza Aérea de Chile) presso l’ateneo romano. L’appuntamento ha visto riuniti i principali esponenti istituzionali e accademici coinvolti nelle attività di promozione, sviluppo e coordinamento, tra i quali l’Ambasciatore cileno S.E. Ennio Vivaldi, l’Addetto Militare Col. Gerardo Aranguiz Jimenes, il Generale e Astronauta Europeo Roberto Vittori e i Proff. Caterina Ciminelli e Francesco Cupertino del Politecnico di Bari.
Il Prof. Paolo Teofilatto, Preside della Scuola di Ingegneria Aerospaziale, ha coordinato il tavolo dei lavori a cui hanno preso parte anche i docenti attivamente coinvolti nel progetto.
L’incontro si è concluso con una visita ai laboratori dove ricercatori e studenti della Scuola hanno mostrato alcune delle attività in fase di sviluppo, tra cui l’integrazione ed il test di alcuni sottosistemi di NyxSat.
“Lo sviluppo di nuove tecnologie attraverso i nanosatelliti rappresenta oggi uno strumento strategico per la ricerca scientifica, grazie ai costi contenuti e ai rapidi tempi di sviluppo. Questi piccoli strumenti danno la possibilità di condurre esperimenti in orbita, monitorare l’ambiente e raccogliere dati preziosi, aprendo nuove opportunità di studio e innovazione in diversi campi scientifici, dei quali la Scuola di ingegneria Aerospaziale da sempre si fa promotrice”, ha spiegato il Prof Teofilatto, Preside della SIA.
“I nostri studenti – che hanno la particolarità di essere già tutti laureati in Ingegneria e perfezionandosi quindi con una laurea di III livello – hanno così l’opportunità unica di seguire in prima linea un progetto di portata internazionale e di condividere best practice di lavoro con 6 tecnici delle forze aeree cilene che ospitiamo in sede fino alla consegna del satellite” ha concluso Teofilatto.
Durante l’incontro sono state illustrate le caratteristiche di NyxSat, un nano-satellite CubeSat 3U — composto da tre moduli cubici da 10 cm di lato — con una massa complessiva di circa 4 kg. Il satellite integra un payload ottico dedicato al monitoraggio dell’inquinamento luminoso e, come payload secondario, un pannello solare dispiegabile su substrato flessibile, basato su tecnologie fotovoltaiche innovative.
Quest’ultimo è stato sviluppato in collaborazione con la startup italiana Astradyne, incubata presso il Politecnico di Bari, specializzata in pannelli solari ultraleggeri e dispiegabili per applicazioni spaziali. L’obiettivo è ridurre massa e volume di lancio, contenere i costi e aumentare l’efficienza energetica dei satelliti in orbita.
Il CubeSat è previsto in consegna a marzo 2026 e tutta la fase di sviluppo si svolge grazie alla collaborazione tra SIA e FACh i cui tecnici saranno impegnati nei prossimi mesi nell’Assemblaggio, Integrazione e Test (AIT) dell’unità di volo.
Il progetto segue un accordo siglato dalla SIA nel 2024 con l’Aeronautica Militare Cilena per la formazione di 10 ufficiali e tecnici cileni, confermando la partnership e l’impegno per la ricerca scientifica a livello internazionale.
La Scuola di Ingegneria Aerospaziale (SIA) della Sapienza Università di Roma
La Scuola di Ingegneria Aerospaziale (SIA) della Sapienza Università di Roma, fondata nel 1926, è un ente di formazione universitario di terzo livello volto a promuovere il progresso delle tecnologie aeronautiche e spaziali. Ha avuto un ruolo storico nello sviluppo spaziale italiano, contribuendo nel 1964 al programma San Marco, che portò l’Italia a essere la terza nazione al mondo a immettere un proprio satellite in orbita. Oggi offre un corso di laurea a statuto speciale unico nel suo genere, con un forte approccio pratico e laboratoriale per gli studenti.
Dal 2000, con il programma Unisat, è pioniera in Europa nella progettazione e nel lancio di microsatelliti universitari, progettati e costruiti con gli studenti, arrivando a mettere in orbita 10 satelliti in 26 anni. Nel 2026 celebra il suo centenario con iniziative rivolte al mondo accademico, istituzionale, industriale e al pubblico.


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