Olimpiadi 2026: Bormio e Livigno, le perle dell’Alta Valtellina si preparano al sogno olimpico

Dalla leggendaria Pista Stelvio al “Piccolo Tibet” del freestyle: guida alle località che ospiteranno i campioni di Milano-Cortina 2026

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Il conto alla rovescia sta per giungere al termine: il prossimo 6 febbraio, nella cornice dello Stadio San Siro di Milano, si alzerà il sipario sulle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, la 25esima edizione dei Giochi olimpici e paralimpici invernali. Il tanto atteso evento sportivo coinvolgerà diverse località italiane, oltre a Milano e a Cortina d’Ampezzo, tra la Lombardia e il Trentino-Alto Adige, mentre la cerimonia di chiusura in programma il 22 febbraio si terrà nell’Arena di Verona. Tra le località protagoniste ci saranno anche le “perle” dell’Alta Valtellina, Bormio e Livigno, nel cuore del Parco nazionale dello Stelvio.

Bormio: tra storia medievale, terme romane e la leggendaria Pista Stelvio

Bormio, antico borgo medievale, è un Comune italiano di poco meno di 4.000 abitanti situato a un’altitudine di 1.225 metri sulle Alpi Retiche. Si trova alla confluenza di quattro valli: la Valdidentro che collega al Passo del Foscagno, la Valfurva che collega al Passo Gavia; la Valle del Braulio che la collega al Passo dello Stelvio; e la Valle di Fraele, nella quale scorre il fiume Adda. A Nord è circondato da un blocco di monti di calcare e dolomia la cui cima più alta è quella del Monte Reit a 3.075 metri di altitudine. La località di Bormio è stata uno snodo strategico per i commerci sin dal Medioevo, come testimonia la sua architettura, e ancora oggi, grazie ai passi alpini storici dello Stelvio e del Gavia, è un punto di passaggio fondamentale dell’Alta Valtellina, nonché una rinomata località turistica e sportiva. Si ipotizza che il nome di questo borgo, Bormio, possa derivare dal termine gallico “bormo” (“sorgente calda”) o dal tedesco “warm” (“caldo)”. La località è infatti conosciuta per le sue terme già dall’epoca romana, con primi riferimenti documentati già nel I secolo d.C. Oggi il turismo termale di Bormio conta tre centri termali, Bormio Terme, QC Terme Bagni Nuovi e Bagni Vecchi. Le acque delle terme di Bormio sgorgano da 9 diverse sorgenti situate ad altitudini variabili tra i 1.280 metri e i 1.421 metri sopra il livello del mare, sulle pendici di dolomia del Monte Reit. La Sorgente di San Martino è la più elevata e scaturisce all’interno della Grotta sudatoria, mentre la più famosa è la Sorgente Pliniana, che nasce da una grotta artificiale costruita all’inizio del XX secolo a un’altitudine di 1.340 metri, oggi collegata ai Bagni Nuovi da un sentiero panoramico. Oltre all’attività termale, Bormio rappresenta un’importante destinazione di turismo montano, sia in estate che in inverno. Nei mesi più freddi il cuore pulsante di questa località è quello della Ski Area di Bormio: 50 chilometri di piste divise per ogni livello, tra cui la famosa Pista Stelvio, sede fissa della Coppa del Mondo maschile dal 1993, considerata la pista più tecnica del mondo a causa dell’importante dislivello di quasi 1.000 metri, con percentuali di pendenza che in alcuni tratti raggiungono il 63%, e un tracciato estremo che richiede una precisione millimetrica. Nel 1985 e nel 2005 la Pista Stelvio ha ospitato i Campionati Mondiali mentre nel 2026 sarà teatro delle gare di sci alpino maschile per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Altre attività invernali che caratterizzano Bormio sono lo sci alpinismo, lo sci di fondo, lo snowboard, la fat bike sulla neve, lo sleddog, il pattinaggio su ghiaccio e le ciaspole. Nei mesi più caldi, quando la neve è ormai sciolta, la località attira gli appassionati di ciclismo e motociclismo che attraversano i passi alpini iconici come Stelvio, Gavia e Mortirolo, ma anche chi cerca i sentieri perfetti per hiking ed escursionismo, equitazione, canyoning e, addirittura, chi anche in estate non vuole rinunciare agli sci: grazie al ghiacciaio del Passo dello Stelvio, infatti, Bormio è l’unica località italiana in cui si può sciare anche durante la bella stagione.

Livigno: il “Piccolo Tibet” diventa il tempio olimpico del freestyle

A differenza di Bormio, Livigno è stata per secoli una località isolata ma oggi è facilmente raggiungibile dalla vicina “perla”, distante circa 40 chilometri, grazie al Passo del Foscagno. È situata su un altopiano lungo 12 chilometri a un’altitudine media di 1.816 metri sopra il livello del mare, questo e le due catene montuose parallele che la circondano, con vette alte fino a 3.000 metri, le sono valse il soprannome di “Piccolo Tibet”. Livigno rappresenta una “anomalia” territoriale nel contesto italiano da diversi punti di vista. In primis è circondata su tre lati dalla Svizzera ed è collegata al resto d’Italia solo dal Passo del Foscagno, a un’altitudine di 2.291 metri, la cui strada asfaltata risale al 1952. Il Passo della Forcola, aperto solo d’estate, e il Tunnel Munt La Schera, invece, la collegano oggi alla Svizzera. Un’altra caratteristica che per lungo tempo ha isolato Livigno dal resto d’Italia è la separazione fisica dal bacino del Po. Livigno, infatti, appartiene al bacino idrografico del Danubio: il fiume Spöl scorre verso Nord, attraversa il Lago di Livigno (bacino artificiale creato alla fine degli anni ‘60 con la costruzione di una diga sullo Spöl) e confluisce nell’Inn in territorio svizzero, per poi finire nel Danubio e dunque nel Mar Nero. Un lascito storico di questa caratteristica è la zona franca di cui gode la località, attirando il cosiddetto turismo duty-free per lo shopping “high-end”: visitatori che approfittano dei prezzi vantaggiosi di alcuni prodotti, come carburante, alcolici e profumi, a cui non viene applicata alcuna tassazione. Grazie alla sua altitudine e a un microclima continentale alpino molto rigido, con temperature minime invernali che toccano i -20°C, Livigno è uno dei Comuni più alti e freddi d’Italia e d’Europa con una lunga stagione invernale e neve garantita in genere da novembre a maggio. Non a caso è una delle mete d’eccellenza per gli atleti d’élite e gli allenamenti in alta quota. Considerata la capitale italiana del freestyle, nel 2026 Livigno ospiterà alcune delle gare delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina per il freestyle e lo snowboarding. Non mancano, per i turisti, le opportunità di sci alpino, grazie a un comprensorio sciistico che conta 115 chilometri di piste e moderni impianti di risalita, sci di fondo, con una pista ad anello lunga 30 chilometri, e altre attività invernali come la fat bike sulla neve, heliski (forma di freeride che prevede la risalita in quota con elicottero), ciaspole, slittini e snow tubing. In estate, invece, Livigno si trasforma nella località ideale per ciclisti, trekker e trail runner, appassionati di golf, equitazione, sport acquatici e parapendio.

Natura e biodiversità: il Parco Nazionale dello Stelvio nel 2026

Sia Bormio che Livigno si trovano all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, uno dei parchi naturali storici e più estesi d’Italia, nel cuore delle Alpi Centrali. Il parco, che oggi si estende per oltre 130.000 ettari tra la Lombardia e il Trentino-Alto Adige, venne istituito nel 1935 per la tutela del gruppo montuoso Ortles-Cevedale e insieme al Parco Nazionale Svizzero, con cui confina, forma una delle aree protette più grandi d’Europa. Il Parco Nazionale dello Stelvio vanta un’importante varietà paesaggistica alpina grazie a un’altitudine variabile tra i 600 e i 4.000 metri che comprende ghiacciai, laghi alpini, boschi di conifere e pascoli, ma rappresenta anche un magnifico esempio di biodiversità. In questi territori, infatti, vivono i quattro principali ungulati delle Alpi, cervi, caprioli, stambecchi e camosci, numerose specie di rapaci, tra cui l’aquila, il simbolo del parco, e il gipeto, ma anche marmotte, volpi, lepri e galli cedroni. Grazie alla variazione di quota, inoltre, si contano circa 2.000 specie floristiche, tra cui spiccano stelle alpine, genziane e rododendri. Il cuore del Parco Nazionale dello Stelvio batte a 2.758 metri sopra il livello del mare, al confine tra la Lombardia e l’Alto Adige. Qui si trova il Passo (o Giogo) dello Stelvio, il valico automobilistico più alto d’Italia, nonché uno dei più famosi al mondo: la Strada statale 38 dello Stelvio, infatti, è conosciuta a livello globale come spettacolare esempio di ingegneria grazie ai suoi numerosi tornanti (48 sul versante altoatesino, 40 su quello lombardo), ma anche per l’incredibile ambiente naturale che attraversa.

Calendario Olimpico 2026: le gare da non perdere in Alta Valtellina

Già nella lista delle mete più ambite dai viaggiatori di tutto il mondo, nel 2026 le località di Livigno e Bormio vivranno una delle stagioni invernali più effervescenti degli ultimi anni grazie agli eventi in programma per le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. Bormio ospiterà sulla Pista Stelvio le gare maschili di sci alpino (Discesa, Discesa combinata a squadre, Combinata alpina a squadre, Super G e Slalom) con eventi tra il 4 e il 18 febbraio, allenamenti e gare. A Livigno, invece, in particolare negli snowpark Mottolino e Carosello 3000, si terranno le gare di snowboard (Big air, PGS, Parallel Giant Slalom, Halfpipe, SBX, Snowboard Cross, Mixed Team Snowboard Cross, Slopestyle, Slopestyle D e Slopestyle U) e di freestyle (Freeski slopestyle, Gobbe, Parallelo gobbe, Dual Moguls, Freeski BA, Salti, Salti a squadre, Freeski halfpipe, Ski cross), maschile e femminile, tra il 5 e il 21 febbraio, per un totale di 26 finali olimpiche. In questo febbraio che sta per iniziare, Bormio e Livigno confermano la loro doppia anima: da un lato l’adrenalina dei Giochi Olimpici, dall’altro la pace millenaria dei ghiacciai e il calore delle acque termali. Un connubio che avvicina, come mai prima d’ora, queste località al tetto del mondo.