I futures sul petrolio WTI sono scesi di circa l’1% a circa 56,9 dollari al barile, in un contesto in cui i timori legati a un crescente surplus di offerta globale hanno prevalso rispetto all’aumento dei rischi geopolitici. Secondo le indicazioni diffuse, la domanda di petrolio sta entrando in una fase di rallentamento stagionale e l‘OPEC+ sta adottando un atteggiamento di cautela. I principali produttori guidati dall’Arabia Saudita sono attesi riaffermare una pausa negli aumenti dell’offerta per il primo trimestre dell’anno in occasione della riunione prevista per il 4 gennaio. Nel corso del 2025 i prezzi del greggio si sono indeboliti, in un quadro caratterizzato da un aumento della produzione sia da parte dei Paesi OPEC+ sia da parte dei produttori non OPEC, tra cui Stati Uniti e Guyana, mentre la crescita della domanda ha mostrato un raffreddamento.
L’Agenzia Internazionale per l’energia prevede per quest’anno un surplus di circa 3,8 milioni di barili al giorno, elemento che secondo la stessa valutazione contribuisce a limitare l’impatto sui prezzi di eventuali interruzioni dell’offerta.



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